Sarà a causa della fine dell’estate, ma un viaggio nel mondo dell’innovazione lo (ri)farei..

Dopo la famosa “pausa estiva” scaldiamo l’auto (il treno o l’aereo che sia) e riprendiamo insieme il Viaggio Misterioso dell’Innovazione Errante in Italia.

10 puntate per sfatare i falsi miti dell’innovazione, per riuscire a darle significati concreti, per capire dove si perde il potenziale innovativo che abbiamo in Italia:

quello che nasce dal laboratorio di ricerca o dal genio italico non sempre si traduce in benefici per il tessuto economico e per la vita di tutti noi. Ma allora dove va a finire?

Per chi non si ricordasse (o non lo conoscesse) ecco cos’è e dove siamo arrivati.

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LA NASCITA

Falliscono le aziende che non fanno innovazione
è il titolo (più o meno) di almeno 100 articoli al giorno, fra carta stampata e web.

Innovazione è una parola che va di moda, evidentemente.
Appunto, “una parola”: purtroppo però non possiamo permetterci il lusso di “parlare”.
L’innovazione ha significati ben precisi:
deve significare “qualità della vita di tutti” e “competitività di impresa e ricerca”.

Senza questi, l’innovazione non è esiste.
E’ una scatola vuota. (continua)

E’ nato così una sorta di viaggio che centinaia di voi stanno percorrendo.
Un viaggio nato per sfatare i falsi miti dell’innovazione, per riuscire a darle significati concreti, per capire dove si perde il potenziale innovativo che abbiamo in Italia: quello che nasce dal laboratorio di ricerca o dal genio italico non sempre si traduce in benefici per il tessuto economico e per la vita di tutti noi. Ma allora dove va a finire?

Il Viaggio Misterioso dell’Innovazione Errante in Italia ha luogo nel web.
Per partecipare, è necessario iscriversi all’evento su Facebook: i partecipanti avranno la possibilità di accedere in via prioritaria ad ognuna delle 10 puntate in cui è previsto il viaggio.

DI COSA SI TRATTA
E’ una storia multimediale e “senza tempo”. Si tratta cioè di una serie di post che narrano un racconto, arricchiti da link a video, poesie o altre materiale che possa essere da spunto ulteriore di spunto.
La storia sarà modificabile con le idee di chiunque e in ogni momento, anche dopo la fine delle 10 puntate previste.

Puoi partecipare attivamente al viaggio
Qual è la tua esperienza di fronte al “concetto di innovazione”?
La tua storia? La tua prospettiva?
Inserisci un commento qui sotto oppure scrivi a info@area.trieste.it

Come partecipare?
Puoi inviarci quello che vuoi. Una storia, una poesia, un video o audio che la storia ti suggerisce, articoli, testi, tuoi elaborati personali su come faresti proseguire la storia o…

> Iscriviti all’Evento

Puntate precedenti:
- Prima puntata
- Seconda puntata
- Terza puntata
> Appendice
- Quarta puntata
- Quinta puntata
- Sesta puntata

Sesta puntata “Viaggio misterioso dell’innovazione errante in Italia”

Non hai letto le puntate precedenti?
Scopri di cosa si tratta


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Io amo il movimento. Tu no?
Se poi percepisco staticità esteriore e movimento interiore,
beh, allora mi porta ad una reale adorazione.

Io sono tua.
Tu mi hai creato, tu hai cercato il meglio per me, tu mi hai fatto crescere.
Idea, ricerca e sviluppo.

Ma ora lasciami vivere.  
Fammi respirare il mondo,
come un amore che suda l’estate
senza aver paura dell’autunno imminente (ascolta).

Ricercatore o scienziato che tu sia,
braccato e senza soldi,
per far vivere la tua idea
devi lasciar morire un pezzo di te.
 
So che non è facile..
.. se stai correndo lungo un fiume e arriva un temporale,
puoi aumentare l’andatura per non prendere la pioggia o
mantenere il tuo ritmo per non stroncare il respiro a metà strada.

Invece io ti chiedo di fermarti.
Fermati e recupera te stesso.

Senza paura del fulmine,
mentre assisti al matrimonio fra cielo e terra,
potrai decidere di farmi vivere 
senza abbandonarmi il mezzo al sentiero.
Non nascondere al mondo le tue scoperte
per paura di farle morire.

La scienza, per arrivare sul mercato,
deve incontrare prima possibile l’impresa.
E’ l’imprenditore che trasforma le nuove conoscenze in successi per tutti.
(
leggi qui)

Ci sono varie uscite dal labirinto della ricerca,
ma nessuna è agevole:
qualsiasi sceglierai, ti sembrerà di perdermi..
.. ma non sarà così!

Puoi proteggermi dietro ad un brevetto.
(fantastica la storia di Geox)

Puoi stringere un accordo con un imprenditore
(l’esperienza del BusinessDay: l’evento per far incontrare impresa e ricerca in una sola giornata)

Puoi.. diventare tu stesso un imprenditore!

—————
Ma creare una startup (di successo) costa molto:
non parlo solo di tempo e denaro.
Creare una startup significa mettersi in gioco,
eliminare barriere, capovolgere paradigmi.

Qualcosa che è tuo deve diventare
proprietà del mondo, del mercato.
Punto. Non basta che funzioni,
deve essere utile ed economicamente vantaggioso per tutti.
Ma chi rischia più di tutti sei tu.

Proprio per questo non devi preoccuparti
solo della ricerca di finanziamenti:
la necessità di denaro nasconde spesso il vero problema:

chi sei?, dove stai andando?, a cosa serve il tuo prodotto?, sarà utile per tutti?, quali sono le reali applicazioni? puoi modificarlo a seconda del mercato? la tua strada è fissata, è giusta o stai perdendo tempo e denaro?
——-
Insomma, molto spesso il problema è l’orientamento al business, non la mancanza di finanziamenti.
Lavorare sui giusti modelli di crescita, fin dall’inizio, porta a evitare gli sprechi tipici di una fase di “pre-startup”.

Il problema è che non vedo tante startup con passione,
che pensano al bene dell’idea e non solo al bene di se stessi,
che la amano ma non la voglio possedere
che ne sono gelosi ma non possessivi
che..

.. ce la possono fare veramente.

Nelle prime fasi adolescenziali di un’idea si decide il destino di una startup.
Non quando è già azienda, o quasi. (continua)

Non mi capisci vero?
Eppure ti vedo,
in questo preciso momento
con il tuo cuore che piange per tutte le rinunce che stai per fare.
E non capisco, non capisco, non può essere così difficile..
morire per me..

E mentre ti guardo 
e aspetto di intrecciarmi al tuo s-guardo,
i tuoi occhi si sciolgono e non vedono più nulla,
come se il mondo fosse tutto dentro, dentro a tutto.

E io, di fronte alla tua testa china,
rinuncio a parlare e accetto la nostra grandezza,
per un attimo sembrerà vuota e inesistente
ma solo come prova estrema della sua essenza.

Pur di far respirare il mio corpo
sei pronto a perdere pezzi di cuore
scavando impronte sonore dentro di me
e vulcani di aria sulla tua pelle..

.. come fari nella notte
affondiamo pensieri e creiamo luci
senza mai ascoltare veramente le nostre menti
ci prendiamo gioco del mondo.

Un sacrificio d’amore è la nostra nota iniziale.

——————

(continua)

Quinta puntata “Viaggio misterioso dell’innovazione errante in Italia”

Non hai letto le puntate precedenti?
Scopri di cosa si tratta


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L’eternità è una condizione del presente.

Non è un tuffo verso il  futuro,
al massimo potrei descriverla come un
matrimonio provvisorio e perfetto tra realtà e sogno.

Sappi, caro mio, che io non sono eterna.
Sono stata la tua idea,
mi hai amato, mi hai scelto, mi hai analizzato. (se non ricordi, leggi qui)

Ora però aiutami a crescere.
Un’idea ha bisogno di ricerca ma anche di sviluppo, amico.

Per crescere, però, bisogna imparare a sognare.
E tu hai smesso di farlo, vero?
La tua passione per la ricerca si è spenta in un lavoro che molti chiamano “flessibile”, ma in realtà è solo “precario.”
In un’immagine quasi da martire agli occhi della gente, quando tu vorresti solo poter fare il tuo mestiere.
In un sorriso amaro verso il tuo laboratorio che, dopo anni di finanziamenti pubblici continui, non ha più soldi.

Ma non è solo questo: ti hanno fatto diventare
.. un mero conquistatore di terre promesse.
Un misero Don Chisciotte contro i mulini a vento.

Perchè chi ti giudica non lo fa sulla base dei risultati, ma a seconda del numero delle pubblicazioni.
Allora per difenderti hai iniziato ad andare nel mondo a piantare bandierine con il tuo nome su terreni mai visti, fregandotene se fossero fertili o stepposi. Non ti interessa cosa succede della tua ricerca. Se diventa innovazione sul mercato.
O se non serve ad un bel nulla.

Ma non è colpa tua.
Chi ti dovrebbe dare una mano nelle fasi di sviluppo, dove sta?
La sperimentazione di prototipi, la realizzazione di pre-serie o impianti dimostrativi, l’industrializzazione ecc..

Dovrebbero essere le istituzioni, il “territorio”, a supportare tutto ciò.
Perchè darebbe al territorio stesso enormi vantaggi economici, oltre che di conoscenza, immagine e motivazione.

Ma ciò non succede. Anzi, in tempi di crisi, avviene l’opposto:
vengono tagliati i fondi alla ricerca e alla formazione.Invece, caro mio, per ottenere più risultati con meno risorse basterebbe.. fare chiarezza.

In Italia manca una distinzione netta fra “ricerca per produrre conoscenza” e “ricerca per produrre competività”.

Mentre la prima punta solo ad ampliare le frontiere della conoscenza, senza preoccuparsi delle applicazioni reali, la ricerca per la competitività trasforma le idee in “innovazioni” con costi sostenibili e benefici reali per tutti.

Cosa significa?
Che non bisogna tagliare indiscriminatamente, ma valutare le attività di ricerca sulla base dei risultati, combattendo i falsi miti che finora si sono consolidati.

Il mondo della ricerca è costellato di leggende.
>
Leggi le principali

La scienza deve essere selezionata ferocemente e finanziata in modo trasparente

Bisogna poter valutare il potenziale applicativo delle ricerche e la divulgazione dei risultati a
impresa, territorio e gente comune.
>
Scopri gli strumenti per valutare la ricerca

In Italia c’è tantissima ricerca scientifica.
Manca però  la gestione strategica della ricerca.

Per permettere di supportare le fasi di sviluppo di un risultato scientifico,
è fondamentale che il territorio e le istituzioni diffondano la cultura della ricerca per la competitività e impongano strumenti di valutazione.

Quindi, amico mio, prendimi fra le mani
e aiutami a scoprire a cosa potrà esser utile la mia tecnologia.
Dammi la forza per capirmi e
fammi crescere come faresti con un
amore appena nato.
(continua)

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La forza delle idee: per innovare bisogna avere la “faccia da pirla”

Appendice alla terza puntata del
Viaggio Misterioso dell’Innovazione Errante in Italia

Siamo alla prima vera tappa del Viaggio dell’Innovazione: l’Idea
Dopo aver letto la storia della biglia nella fattoria, siamo tutti un po’ confusi..

Se la “creazione” di un’idea è infatti un momento esaltante, risulta anche pieno di dubbi e rischi da non sottovalutare.
Il problema non è solo quello di perdere tempo o denaro.
Ma di orientare male l’Idea. Di trattarla troppo male, insomma. 

Già durante la nascita: non dobbiamo immaginarci sempre il famoso “colpo di genio”.
Spesso l’idea vera nasce dalla frustazione (ho un problema o una esigenza che mi infastidisce) o dall’imitazione

Poi, quando è nata, a noi sembra “l’idea più bella del mondo”.
Ma non tutti la pensano così e noi non siamo in grado di realizzarla da soli:
pochi soldi, poco tempo, poche competenze. (leggi un approfondimento)

E’ il momento più difficile:
come ci si trova ad avere un’idea in mano?
 


Daniele e Marcello lo sanno
. (a proposito di No Money e No Time) 

A proposito di "no time e no money"

A proposito di "no time e no money"

Due sardi come loro sanno cosa significa buttare all’aria grandi prospettive lavorative nel continente, tornare nella propria terra per.. conquistare gli States. Daniele e Marcello sono cresciuti insieme, sono stati perfino compagni di banco. L’idea non è arrivata così, di scatto. L’hanno coltivata, l’hanno fatta crescere, anche con severità, come padri giusti ma attenti. E oggi?
Oggi, fra i primi 6 finalisti di Mind the bridge, ci sono… “2 facce da pirla”  (leggi qui) 

 


Ma lo sa anche Gabriele (non io, eh!).
 (a proposito di frustazione)

A proposito di "frustazione"

A proposito di "frustazione"

Avete presente il classico smanettone del pc, l’informatico di turno che passa ore ed ore seduto davanti allo schermo? Ecco, in questo caso l’idea di Gabriele nasce letteralmente dalla “frustrazione”, o meglio dall’insoddisfazione per la sedia d’ufficio. In sostanza, stava scomodissimo! E allora – quasi per gioco – pensa “ma scusa, perché non progetto io una sedia confortevole?” Ovviamente non sapeva come fare, da dove iniziare, non aveva soldi per questo ma.. 
Oggi, dopo mesi di lavoro, Gabriele è “upon a chair” (leggi qui)

 
 

E volete che non lo sappiano propro loro? (a proposito di pure idee?)
  
A proposito di "pure idee"

A proposito di "pure idee"

Zippo è di Bari e vive e lavora a Roma, la città in cui viene concepita l’idea.
Fabrizio è franco-italiano, è nato, vive e lavora a Narbona (si, proprio quella Narbona!), si sente anche un pò sardo anche se è cresciuto e si è formato a Bari.
Monica è di Orani, ma vive e lavora a Barcellona (Catalogna)  
Poi c’è Mario, l’unico che vive in Sardegna, ma ha un cognome aragonese.
Tutti giorni, in quattro luoghi diversi e lontani, Zippo, Fabrizio, Monica e Mario lavoriamo con passione e divertimento allo stesso progetto.
E lasciatemelo dire: tutto questo è una figata!!! (leggi qui

Ci troviamo lunedì 3 maggio,
alla quarta puntata del Viaggio dell’Innovazione (iscriviti)
 

Seconda puntata “Viaggio misterioso dell’innovazione errante in Italia”

Non hai letto la prima puntata?
Puoi farlo,
cliccando qui.

Non girarti.
Sono vicino a te.
E allora?? Non girarti.

Non ho detto “dietro”, scemo.
Ho detto “vicino”, “vicinoo”
E non distrarti da quello..


Corri.
Continua
a correre.

Prato vigna salita sole prato discesa albero

Oh.
Ancora quella faccia, vero?

L’altra
volta te l’ho lasciata passare ma
sai
che sembri ridicolo anche
oggi?

Continua a correre.

Prato vigna salita sole prato discesa alberoalberoalberoalberoalbero spicchio di raggio di sole alberoalberoalberoalberoalbero prato e tronco troncotronotronco

Tronco tronco radice tronco tronco tronco tronco fiore erba tronco erba fiore radice 

Quando corri, tieni lo sguardo alzato!
Cosa ti può insegnare la terra che stasotto i tuoi piedi? Niente.

Il tuo respiro corre più delle tue gambe.

Praato, raadice, troonco, troonco, aalbero, albeero, raami, raami, raami.

(ehh fuuu eeeh fuuu) ascoltami
(ehh fuuu eeeh fuuu) non ti accorgi che..
(ehh fuuu eeeh fuuu) ehi, ma mi senti?

No.

C    a                ev              f    e?
  os               d    o              ar

Ah ah, sei ridicolo quando corri e cerchi di parlare
Saltelli come un naufrago* che sta annegando.
Cosa devi fare?
Intanto, ti ho detto di guardare in alto, non “dritto davanti a te”.

Se guardi davanti mentre corri, non ascolti.
Il vento ti entra in faccia, ti socchiude gli occhi, ti tappa la bocca.
Prova a girarti un attimo invece, e sentirai solo il tuo respiro.

Se guardi davanti mentre corri, non vedi.
Aspetti solo di conoscere la fine della sua sofferenza, del percorso.
Del labirinto.
Prova a girarti, e vedrai uscite e sentieri che.. beh.

Prato radice prato tronco albero albero albero albero albero rami rami buco albero prato albero albero ruscello albero albero sasso albero roccia tronco albero roccia

Si.
Corri perchè hai paura.
Corri in cerca di qualcosa che non sai nemmeno tu.
Corri perchè hai il timore che qualcuno ti sorpassi ma.. se tu stai sbagliando strada?

I
m
p
r
ovvisamente,

stai correndo anche con la mente.
Ti sei accorto che adesso non guardi le cose?
Dico: mentre corri, ora non ti fossilizzi sulle cose, ma le vedi.

No no,
non c’entra la differenza fra vedere e guardare.
Neanche il presunto discorso per cui quando uno non cerca una cosa, la trova…
.. insomma, come al solito stai navigando nei soliti lughi comuni, mister.

Il punto qui è che mentre corri, non pensi.

Ehi, ehi, cos’è quella faccia?

L’altra volta ti ho detto che l’innovazione è uno stimolo di pensiero
e oggi ti dico di correre senza pensare.

E allora??? Cos’è sta ribellione!

Innovazione è uno stimolo al pensiero,
non il fatto di avere UN pensiero.
Innovazione non è avere un’idea. Seppur valida.

Molto spesso tu crei una teoria, o la segui,
con il risultato di piegare la realtà affinchè possa rientrare nella teoria.
Non te ne rendi conto?
Il risultato è che la tua idea difficilmente potrà avere successo
perchè l’ambiente e la realtà sono diversi da quelli
che ti stavi aspettando.  

Non solo: facendo così,
non riesci a cogliere gli spunti e gli stimoli
che anche una realtà che ti sembra ostile
riesce ad offrire.

E se non li cogli tu, arriverà uno che lo farà.
Anche se magari corre meno di te.

Perché, caro mio, l’innovazione è come la natura
dove tu ti stai immergendo:
un mondo complesso, un mondo dove le regole interne
cambiano di continuo.

Perché tutto è in movimento.

Non puoi dire “faccio così, perché l’ho sempre fatto”
E non puoi neanche imparare dagli errori precedenti, 
perchè nel mondo dell’innovazione non è vero che
“basta imparare dai propri sbagli”:
qui non ci sono errori, ci sono rischi.

 

Attento a dove metti i piedi.

Corri. Corri.
(so che mi cerchi con la coda dell’occhio
ma non mi trovi).
Chi sono? 
Dove sono?
 

Sei distratto!
Stai ancora pensando al perchè
ti ho detto che ora non devi pensare
vero?
(che genio che sei, eh!)

Ascoltami.
Non devi mai chiederti il perchè di certe cose.

Io sono qui per te,
ti suggerisco quanto è importante correre senza pensieri fissi,
pronto ad ogni stimolo esterno
e tu… ti chiedi perchè, invece di.. ???

Quando senti qualcosa, non chiederti perché, ma vivila.

Perchè prima mi hai detto così, e perché mia nonna aveva le ruote.. no!

Smettila.
Se ti chiedi il perchè, la tua mente si rivolge al passato.

Sapere il motivo di qualcosa non ti aiuta a spiegarla nel futuro
almeno nel mondo dove vivi tu.
Conoscere la spiegazione di un qualcosa
non fa altro che dirti il motivo per cui è successa.. oggi. Ma non vale per sempre.

Si, ok.
Tu hai provato a raggiungere il tuo obiettivo
ma “quelli non mi davano ascolto”, “quelli non pensavano che io”, “quelli..”
Ok ok..

Quante volte ci hai provato? 312 ?
Questo significa solo che hai scelto 312 modi sbagliati per farla.
O che per 312 volte quello che hai fatto
non è stato sufficiente.

 

Quando è che capirai che..
l’innovazione è sofferenza?
Questo mondo è come una maratona,
è un matrimonio di significati opposti,
è follia ed efficienza, è sogno e risultato.

L’innovazione costa tempo e costa fatica.
Non basta una buona idea,
non è sufficiente una buona invenzione,
non esistono scorciatoie.
Guarda Paperino inventore
in questo filmato.

 
Piano, corri più piano adesso.

Prato radice prato tronco albero albero albero albero albero rami rami buco albero prato albero albero ruscello albero albero sasso albero roccia tronco albero roccia

Ehi che fai ora?
Dove vai?

Ah.

Non
l’avevi
mai
visto
vero?

Entri in quel “buco nel bosco”, in quel piccolo sentiero dentro la catena di alberi.
Quante volte l’avevi guardato senza vederlo?

Ora invece ti senti attratto.

E, per la prima volta.. stai camminando.

Ti senti strano,
non sei ne stanco, ne spaventanto.
Il respiro si sposa con il movimento delle tue gambe.

In realtà ti senti strano
perché finalmente il tuo corpo è tornato dentro te.

Quando corri senza pensieri fissi, è come se qualcosa di intimamente tuo uscisse da te.
Sei un vortice di forze, amico:
l’occhio vede la terra indietreggiare, il respiro sente l’anima uscire, le gambe portano il tuo corpo ad avanzare.
E tu ti sorprendi ad essere, comunque e sempre, un po’ dentro e un po’ fuori a te stesso.

Hai presente quando sei sul treno,
con lo sguardo al finestrino
mentre cerchi di eliminare con la mente il tuo riflesso sul vetro
per vedere il mondo che corre intorno?

E ogni tanto, se ci pensi, ti sorprendi.
Perchè tu sei fermo,
qualcosa di indefinito ti porta avanti
ma il mondo che vedi fuori dalla finestra indietreggia.

L’anima è sconvolta nell’intimo,
la mente vive un momento di confusione profonda
che tutto è meno che conscia.

Ma il mondo è rovesciato.
Come se lo guardassi dentro ad una biglia in movimento.

Guardati in questo filmato,
senti la dissonanza che c’è in te.

 

Dissonanza?
Bene, usala.

Ti infili in un sentiero
con la mente proiettata a qualcosa che non conosci,
ma con uno stimolo che in realtà ti è affine. Lo senti.

Ti infili nel sentiero
e non lo lasci.
Leggero,
con in testa un po’ di sole. ( > )

Vedi un ruscello e ti chiedi
se è l’acqua che scorre oppure
se sei tu che stai ancora correndo mentre lei non si muove.

Ti siedi.
L’erba che si infila nell’acqua è tenera.
C’è una calda sensazione
che ti prende lì, seduto davanti al ruscello.

Sei hai un’idea, se hai una vera idea,
non deve per forza essere rivoluzionaria,
non deve cambiare il mondo.
E’ questa la grande idea.

E’ importante che tu ci creda, ma non basta.
Può scappare da te, anche adesso che sei lì, seduto in riva al fosso.

Ma se scappa, non correrci dietro!
No.
Se è quella giusta, tornerà lei,
portata dalla corrente di un’acqua che non si ferma,
che non aspetta mica te.

 

Ti alzi.
Cammini.

L  a  s  c  i     u  n     a  t  t  i  m  o     i  l     s  e   n  t  i  e   r   o.
E
con
molta
calma
ti
sei
finalmente
accorto
di…

.. di me.

(Fine della seconda puntata – Continua) 

<< Leggi la prima puntata

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Quarta puntata “Viaggio misterioso dell’innovazione errante in Italia”

Non hai letto le puntate precedenti?
Scopri di cosa si tratta


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Non mi ami più.

Ieri ero bella e oggi mi tratti come se cercassi in me una Bellezza che non trovi..
.. nemmeno in te.

Perchè mi guardi così?

Si, si, dico a te.
Smettila di analizzarmi, cos’è questa lunga lente che..

Ehi!
Qui è
tutto buio,
se escludo il
riflesso di quella
luce sul mio corpo ovale.

Quando spremi il tuo occhio sinistro su quello strano tubo.. 
sei proprio brutto.
E’ come se potessi leggerti dentro e… ehi ehi, non ti sei mica offeso?

Ti interrompi di colpo, come un attore pugnalato a morte.
La tua faccia, enorme, si contrae, un velo di pelle si piega, petalo in letargo, ehehi cosa succede? l’occhio, prima così attento.. ora implode, sterile, vuoto, piccolo e.. ehi ehi, c’è un ruscello sulla tua faccia.. amico??? Dai, non volevo..
Il tuo respiro, triste, melodia sonora, mani tese sul ruscello, quasi annegare, quasi dondolare, quasi annullare, ehi! ti pieghi sul ruscello dove prima vedevo un volto, e ora annuso solo il colore amaro dello..

.. sconforto.
Ti guardo e capisco.

Ero figlia del tuo sogno, ieri.
Oggi hai iniziato a dipingermi con i colori della realtà.
E la tua anima corre, veloce, ansiosa, si gira, respira, veloce più dell’orizzonte che fugge, e poi, lenta come il sonno che.. quasi in ginocchio si mette alla ricerca di qualcosa.
Ma non sai di cosa. E nemmeno del perchè.

Ehi, amico! Muoviti!

Quanto costa rendersi conto dell’ignoto?
Cosa significa vagare nel mondo senza meta?
Incauto esploratore che annusa eccitato il senso del “nuovo”, avanzando come un segugio nella prateria buia e silenziosa.
Strappavi l’orizzonte con mani avide, quasi per espandere i confini del tuo mondo, fuggivi da qualcosa amico?, divoravi le nuove terre senza assaporarne il sapore, vagavi e correvi senza poter rischiare di fermarti e.. Oh certo, non era colpa tua. Dovevi proteggerti. Deriso, sconvolto, braccato da bande di ladroni, ombre trasparenti pronte a farti lo scalpo.
Ti comportavi come un “ricercatore” ma ti esaltava la ricerca, non la soluzione.

Ora tutto questo non basta più. Non posso spiegartelo adesso.
So che ti senti confuso ma..
ora non puoi cercare le risposte in me!
Mi vedi come la cavia delle tue frustazioni?

Sono io la vera vittima, caro mio.
Io, distesa su questo tavolo di laboratorio, di notte, al buio.

A te non interessa niente di me. Questa è la verità.
Tu vai avanti per la tua strada, secondo un progetto che neanche tu conosci.
Ti rendi conto?
Certo, non è colpa tua.. ma chi ne subisce le consueguenze?

Ma.. ora, no, non c’è tempo, sbrigati, apri la mano prima che.. 

TONF!
.. faccio un salto e cado a terra.

(da qui tutto è enorme, altezze che nascondono, profumi che rivelano, silenzi che gridano al buio, vuoti che non so riempire, non riesco a capire, cosa sono ora, c’è qualcosa in me che è cambiato? Ho paura) 

Tu sei a bocca aperta ora. Mi guardi e..
Il coraggio è attraente vero?

Mi hai trattato come una dea, ieri. 
“Sei la biglia più bella del mondo”.. ,a chissà a quante biglie l’hai già detto!?!
E non dirmi che con me è diverso: “posso capirlo, ma capire non vuol dire crederci“.

Le nostre idee sono sempre perfette, quando nascono.
Ma dobbiamo lasciare che dimostrino di saper combattere:
un’idea non può valere l’altra.
Non sono loro però a dover superare le nostre paure:
siamo campioni o solo concorrenti?

Se hai tempo, leggi The Current, inedito giovanile di Ernest Hemingway

Questa è l’ultima possibilità che ti offro:
mentre urlo la rabbia di queste parole,
come un’amante che fissa la tua anima mentre fa scivolare le dita sul tuo corpo,
volo di farfalle su un nuovo mondo,

scivolo accanto a un’altra biglia qualsiasi. E ora chi sceglierai?

No no, caro, nessuna garanzia,
la ricerca è passione, non ci sono scorciatoie dentro te stesso.

Anche quando la scienza ha fatto enormi scoperte per caso o per errore,
dietro c’era sempre un uomo o una donna
con la sua sensibilità per “andare oltre”, con la sua voglia di capire.
(guarda la storia della scoperta della penicillina)

Scemo, cosa aspetti? Ora non sei più esploratore senza meta.
Ora devi scegliere…!
… arriva una mano enorme a sollevare il mio corpo ovale.
Lo sapevo che sceglievi me!
Infatti.. giro il volto, scivolo sul lato più lungo del mio corpo e ricado per terra.

E’ vero che la ricerca e l’innovazione sono due concetti estramamente connessi.
Ma è falso pensare che il legame avvenga in modo automatico.
(Se hai tempo e voglia di farti due risate,
guarda qui

Ahahah, ora sei ridicolo, si.
Mi dispiace, tu non devi volermi solo perchè sono la scelta più scontata.
Devi avere il coraggio di scegliere, il coraggio di spiegare le tue scelte
e di essere valutato per i tuoi risultati.

Ora.. la tua mano, decisa, arriva..
.. e prende l’altra biglia.
Io muoio,
finchè non vedo che la stai gettando via.
Mi prendi delicatamente ora,
mi sollevi da un terreno che non è mai stato il mio e..

Ti guardo.
La frustazione del tuo lavoro non è scomparsa dai tuoi occhi
ma c’è una luce diversa, una dolcezza unica mentre mi distendi sotto il microscopio.

Ti senti come se non dovessi trovare una risposta solo per te stesso
ma per il bene del mondo.

Ora, amico mio, non sei più solo.
Ora, anche io sono con te.
E se ci pensi, io e te sappiamo cosa dobbiamo fare..
(continua)


——-
“Tutto ora ha un senso, tutto è vero.
Ecco, tutto è come prima, confuso ma
questa confusione sono io, non mi fa più paura.
Dire la verità, dire quello che penso,
quello che cerco, quello che non ho ancora trovato,
solo così mi sento vivo”

Pane, amore e..

Appendice.
Si, la considero un’appendice al Viaggio. 

Ecco il link per iscrivervi, una volta per tutte,
al “Viaggio Misterioso per l’innovazione Errante in Italia” 
> clicca qui

Qui trovate 4 piccoli “regali”.
Quattro spunti di riflessione.. buona lettura!

“Pane, innovazione e tanta fantasia”
Una piccola storia su come un piccolo paese può veramente “vincere la crisi con una piccola ma reale innovazione”.
(leggi qui)

 “Innovazione? Bisogna far sistema… blablabla”
Si, la solita frase. Ma qualche volta ci sono esempi concreti.. quante persone – dopo aver subito un incidente o in ogni caso quando subentrano delle difficoltà motorie - trovano quasi impossibile vivere nella stessa casa che hanno occupato fino a pochi giorni prima? Basta un gradino, una piccola altezza che prima neanche notavano. A Trieste un parco scientifico ha iniziato a collaborare con Comune e ATER per dotare in via sperimentale alcuni appartamenti con  le tecnologie necessarie per favorire la qualità della vita di anziani o disabili.
(leggi qui)

 “E io l’energia me la produco da solo”
C’è un comune virtuoso in Italia che si auto-produce l’energia che consuma. Come? (leggi qui)
                   
“Innovazione è matrimonio di ossimori”
Qual è l’ossimoro grafico di oggi? 23:32.
Tecnicamente quello che vedrete è uno spezzone di “Telecamere”, programma della Rai che in questo puntata parla di “idee”. Che dura appunto 23 minuti e 32 secondi (che caso!)
In realtà si tratta di un percorso di continui spunti, riflessioni e ottime considerazioni (qualcuna condivisivile, qualcuna.. mah?). “In Italia c’è una grande capacità di creare ma non abbiamo la capacità di gestire l’idea” dice Mario Moretti Polegato. Non basta quindi la creatività ma serve…
(guarda il filmato, merita)

Ecco di nuovo il link per iscrivervi, una volta per tutte,
al “Viaggio Misterioso per l’innovazione Errante in Italia” 
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