Soluzione per l’inquinamento urbano: a “TINA la caldaia che non inquina” il primo premio dello Smart Urban Stage

La ‘caldaia che non inquina’ frutto di una collaborazione pubblico-privato che vede insieme AREA Science Park e Ministero dell’Ambiente

Dopo aver toccato le principali città d’Europa in poco più di un anno, smart urban stage (www.smart-urban-stage.com), tour europeo che ha già accolto oltre 100 progetti creativi ed eco-sostenibili per la vita urbana, tocca Milano, dove è visitabile da 9 al 21 settembre 2011 al Parcheggio Pagano. “Il Futuro della Città”” secondo smart sarà delineato attraverso una mostra-concorso di dieci progetti visionari e sostenibili, scelti da cinque eccellenze italiane nell’ambito del design, dell’architettura, dei media e delle scienze. 

Nel corso dell’inaugurazione, tenuta di ieri sera, sono stati consegnati gli smart future minds awards ai tre progetti più innovativi tra i dieci in concorso. Primo classificato è risultato “TINA – La caldaia che non inquina”, l’innovativa pompa di calore ad alta temperatura collaudata con successo a Pordenone e ora in fase di industrializzazione. Al suo inventore, Gianfranco Pellegrini10.000 euro e la possibilità, insieme agli altri vincitori di ogni tappa del road show europeo, di accedere alla fase finale, in programma a Francoforte il 13 settembre 2011.

Promuovere l’uso delle energie rinnovabili e l’efficienza energetica: un obiettivo strategico europeo e un’azione necessaria per la competitività e la qualità della vita nelle nostre città. Circa il 30% dei consumi di energia fossile deriva dal riscaldamento e dal condizionamento degli edifici. In città, le emissioni di CO 2 sono un problema ciclico e dannoso, per risolvere il quale l’ingegnere Gianfranco Pellegrini e Innovation Factory – l’incubatore di AREA Science Park – hanno dato vita ad un’i nnovazione radicale, brevettata, con un prototipo da 100kw, realizzato da Rhoss SpA. Si tratta di TINA, una pompa di calore ad alta temperatura acqua-acqua, in grado di sostituire, senza ristrutturazioni, le caldaie centralizzate e di funzionare con impianti a termosifone. 

TINA produce energia rinnovabile per almeno il 70%, con ricadute molto

foto
 
 

positive sul versante ecologico: zero emissioni in loco, drastica riduzione dell’inquinamento nelle città. Per questo TINA può trasformare il

 

volto dei centri urbani, dando luogo anche a sistemi di tele-riscaldamento (TLR) distribuito che riscaldino le abitazioni. Questo TLR rinnovabile sarà costituito da semplici tubi in PVC. Una rivoluzione del concetto corrente di reti di TLR: dagli attuali macroimpianti che riscaldano l’acqua in un punto solo, per poi trasportarla ai singoli terminali, a una rete di generatori di calore distribuiti nei singoli edifici. TINA sarà sul mercato nel 2013. Il prototipo raggiunge oggi un COP3.

 
 
TINA – La caldaia che non inquina è uno dei progetti di punta di Enerplan, il piano strategico di AREA e del Ministero dell’Ambiente per la produzione e l’uso efficiente dell’energia. (more info) .
 
 
 
 

[06 - soluzioni per il risparmio energetico] I “tetti verdi”: la nuova frontiera dell’architettura sostenibile

Giovedì 12 maggio 2011
Ore 11.30-12.30_Corner Pad. 3

A cura di Greenfactor

I “TETTI VERDI”LA NUOVA FRONTIERA DELL’ARCHITETTURA SOSTENIBILE
Interviene:

Enrico Gatti, Architetto

Beppino Di Giusto, Architetto

Maurizio Crasso, HARPO

L’architettura si muove sempre di più verso la sostenibilità, verso una integrazione della natura all’interno degli edifici, e verso una ricerca di materiali che siano il più possibile sostenibili. Dalla nuova integrazione tra natura e architettura nascono giardini pensili, tetti che sono dei veri e propri giardini, muri verdi che permettono agli edifici di respirare.

> Visita il sito della Fiera EOS

Energia, Sostenibitità Ambientale, Edilizia & Territorio: Fiera EOS, un evento da non perdere

In Friuli Venezia Giulia stanno nascendo varie iniziative dedicate al tema dell’Energia&Ambiente.
In particolare la Fiera EOS – Exposition Of Sustainability si sta ponendo come punto di riferimento regionale e nazionale su questi temi. Ve ne parlerò prossimamente, merita :)
E interessa molto anche a me, viste le soluzioni che AREA e Ministero Ambiente stanno sviluppando (e che presenteremo in Fiera, ovviamente).

Cos’è EOS?
Il salone nasce dall’esperienza maturata da Udine e Gorizia Fiere  nell’ambito di Casa Biologica, l’evento di Casa Moderna nato nove anni fa ed affermatasi negli anni come incubatrice di novità nel campo della bioarchitettura e del risparmio energetico. (leggi un articolo dell’anno scorso).

Negli anni si è gradualmente trasformata in culla di novità e anticipazioni nel settore della salvaguardia ambientale e del risparmio energetico.

Ambiente e risparmio energetico, dunque.
Ma anche arte e creatività sono al centro di Casa Biologica che anticipa quindi E.O.S. il nuovo evento fieristico del 2011 sulle eccellenze della green economy.

Quali sono le aree tematiche?
EOS si presenterà al pubblico con un approccio multidisciplinare e trasversale, con un merceologico a 360° investendo su 4 aree tematiche:

  1. EDILIZIA RESIDENZIALE E NON RESIDENZIALE
  2. MOBILITA’ E TRASPORTI
  3. TERRITORIO
  4. ENERGIE

EOS rappresenta il punto di sintesi fra i campi del risparmio energetico e dell’urbanistica sostenibile sia essa intesa come progettazione, come controllo della qualità delle sue componenti e come riciclabilità.

Qual è la peculiarità di EOS?
Esistono molteplici altre realtà che danno risposte a specifiche problematicità (costruzioni, risparmio energetico e molte  altre realtà locali e non che affrontano problematiche legate alla sostenibilità)  ma nessuna di queste incrocia domanda e offerta a 360°.
EOS affronta per Ambiti il tema della green economy permettendo a chi entrerà a far parte di questo Network di prendere posto nell’elite della sostenibilità come hanno già fatto alcune grandi aziende.  

Compresa AREA Science Park (continua)

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Per info: http://www.eosfiera.com/
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[Tecnologie risparmio energetico]: SAVE_THE_DATE: 11 maggio (UD) > Risparmio per imprese e PA


 

11 maggio 2011 – Ore 14:30 
Nuove opportunità e tecnologie per il risparmio energetico
c/o Fiera EOS -  Via Cotonificio, 33035 Martignacco Udine (piantina)

> Iscrizione online

E dopo la “Caldaia che non inquina” (28 febbraio), arriva il secondo appuntamento con le tecnologie di ENERPLAN, il Piano nazionale per la sperimentazione di nuove soluzioni di risparmio energetico.

Punto fondamentale:
il carattere innovativo delle soluzioni non sta solo (o tanto) nel cuore tecnologico.
L’obiettivo principale è la sperimentazione e implementazione di tecnologie che siano sostenibili. Economicamente e gestionamente.
Che aiutino quindi concretamente le aziende e le pubbliche amministrazione a ridurre l’inquinamento e i costi energetici.

In questo contesto presenteremo prima gli sviluppi della Caldaia che non inquina, la Pompa di Calore ad Alta Temperatura in grado di ridurre le emissioni in loco e abbattere i costi di riscaldamento negli edifici, senza modifiche sostanziali agli impianti esistenti (more info qui).

Parleremo di nuovi prototipi e di integrazione con altre soluzioni tecnologiche per la produzione di energia rinnovabile (non pretendiamo di inventare… l’acqua calda ma di risolvere il problema in modo sinergico).

Inoltre l’incontro sarà l’occasione per presentare in anteprima il progetto relativo ad un impianto di cogenerazione in AREA Science Park.
Unico nel suo genere in Italia: oltre a fornire caldo ed energia elettrica al parco scientifico triestino, funzionerà infatti come laboratorio nel quale confrontare in condizioni reali diverse tipologie di cogenerazione, fornendo dati attendibili e certificati utilizzabili dagli installatori.

Il laboratorio valorizza le competenze d’eccellenza nazionale maturate dal CNR-Istituto Motori di Napoli e del know-how di un gruppo di ricercatori provenienti dalle università di Trieste e di Udine.

A breve dettagli e programma dell’evento.

> Puoi iscriverti fin da adesso
    (stavolta non siamo in un cinema da 300 posti… ehm, ne abbiamo solo 70! ;))

“C’è qualcosa di “grande” fra di noi..” > Togliamo i veli a questa “Caldaia che non inquina”?


A voi dirò tutta la verità.

Il tempo dell'Innovazione

Il tempo dell'Innovazione

> nient’altro che la verità<

Verità che, nel Comunicare l’Innovazione, si chiama Trasparenza.

Prima cosa: tutto dipende dal Tempo.
Mannaggia.
Dal tempo tuo.. e dal Tempo dell’innovazione che stai promuovendo.

E’ andata così: fino ad un mese prima della presentazione della famosa e iper_promossa/comunicata Caldaia che non inquina, l’evento doveva essere una semplice conferenza stampa. Alcuni giornalisti, 3-4 relatori.
E festa finita.

Ma l’Innovazione ha le sue regole: l’interesse (comprensibile) di tanti rispetto ad una possibile minirivoluzione in campo energetico, ci ha spinto a cambiare idea e a organizzare qualcosa di “grande“.
Fra virgolette, questo “grande”: in questo mondo, questo termine è sempre da usare con le pinze.
E ha spesso (se va bene) connotazioni quantative.

Un termosifone felice con la Caldaia che non inquina

Un termosifone felice con la Caldaia che non inquina

Solo che fra domeniche passate a inventarci storie d’amore fra caldaie e termosifoni e giorni rinchiusi in riunioni per coordinare 8 partner, la cosa è diventata “grande” in tutti i sensi.

E, come tutte le “cose grandi”, ha portato una “grande” aspettativa.
Aumentata poi, ovvio, con la crisi nucleare e tutti i discorsi che purtroppo oggi sono all’ordine del giorno.

Premessa a titolo personale:
credo che bisogna darsi una mossa e cambiare la classica mentalità italiana.
Qui – nel mondo dell’innovazione della nostra Penisola - il fare qualcosa diventa quasi una colpa.

Ma qui, invece, bisogna investire in ricerca e sviluppo. E farlo molto velocemente.
Credo che non ci sarà una sola tecnologia che salverà il mondo dalla crisi energetica,
ma un piano coordinato che integri insieme diverse soluzioni.

Perché noi allora – dopo l’evento del 28 febbraio- siamo rimasti in silenzio per quasi un mese?
In sintesi: abbiamo preferito studiare i dati di funzionamento della tecnologia.
E raccogliere richieste specifiche da parte di tutti voi.
Per capire dove si focalizzava il reale interesse.

Perché c’è un “problema” (positivo, magari ci fosse sempre, ma c’è):
stiamo brevettando a livello internazionale.
In contemporanea, stiamo definendo le strategie di commercializzazione della Caldaia da un lato.

Installazioni ottimali (clicca e ingrandisci)

Installazioni ottimali (clicca e ingrandisci)

E il piano di sviluppo della tecnologia, dall’altro.

Quindi qualcosa possiamo dirvi, e non è poco.
Ma non possiamo darvi per ora i dettagli tecnici di come funziona.

Perché, l’ho scoperto in questo mese, funziona veramente.
 
E non inquina in loco.
“Ah, che bella parac***ta dire così”
Ho sentito spesso questa frase.

La verità è che, non solo non è una parac***ta, ma il punto di forza dell’innovazione.

Mi spiego:
1) non inquina in loco significa che il 30% dell’energia deriva da quella elettrica.
    Quindi da qualche parte c’è una centrale elettrica che inquina. Ma “in loco” no. Ok.
2) l’emergenza però è di ridurre l’inquinamento nelle città
     (per evitare multe da UE, ridurre inquinamento dove ce n’è,..)
3) nel secondo step, come spieghiamo nel sito, l’obiettivo possibile è la produzione di 
    un’energia pulita, in città e dovunque, al 100%.

Infatti la vera innovazione della Caldaia non sta nell’aspetto tecnologico.
Ma nel fatto che rappresenta una soluzione sostenibile, economico e alla portata di tutti all’esigenza/urgenza reale.

Perchè possiamo definirlo un esperto di innovazione_reale?
- parte da un’esigenza condivisa;
- crea sinergie fra partner pubblici e privati;
- trova una soluzione per risolvere l’esigenza;
- la soluzione è ideale per tutti perchè
   > dona benefici economici agli attori economici
      (risparmi nel riscaldamento, multe evitate, ..) e
   > benefici per i cittadini
   (riduzione inquinamento, anche qui
   risparmi nel riscaldamento edifici, ..)

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qualche info in più e la possibilità di inviarci le tue richieste
> Continua
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Tecnologia : Innovazione = Assist : Goal (è chiaro così?)

Da anni sostengo che l’innovazione non è un mezzo. Ma il fine.
E che l’innovazione_reale non è rappresentata da una tecnologia (il mezzo)
bensì da un apporto di benefici e vantaggi per tutti gli attori di un ecosistema territoriale (sei d’accordo?)

Finalmente stavolta ho un caso pratico fra le mani:
300 persone, lunedì scorso, hanno potuto ammirare la “Caldaia che non inquina” a Pordenone. Ne ho parlato 1000 volte e non ne parlo per un po’, tranquilli ;)

Se non per evidenziare un aspetto su cui vale la pena riflettere, secondo me.
C’è stato sinceramente un interesse enorme (sì, enorme) attorno alla tecnologia.
Ma quasi solo su “come funziona” e sui dati tecnici.

Lasciate perdere l’ovvio: mi sembra normale che esperti, imprenditori, pubbliche amministrazioni e istituzioni siano interessati a questo.

Ma la domanda che mi pongo è:

è chiaro che l’innovazione reale di questa “Caldaia innovativa” non sta nell’evoluzione tecnologica – pur presente – della macchina?
Ma nel fatto che permette di ridurre l’inquinamento nelle città in  modo sostenibile e realmente efficace?

Mi spiego (per quello che ne ha capito uno che di mestiere fa “comunicazione”):
1. entro il 2020 dobbiamo ridurre le emissioni di CO2 e polveri sottili in città. Ok?
1a. altrimenti respireremo sempre più schifezze e..
1b. altrimenti dovremo pagare multe salate all’UE (e mi pare basti per capire che..)
2. E’ provato che la fonte principale dell’inquinamento non deriva dal traffico d’auto
     ma dal riscaldamento dei vecchi edifici;  
3. Esistono tecnologie efficaci per costruire edifici ecoefficienti.. nuovi!
4. Ma come si fa con.. i vecchi edifici?
5. Esistono soluzioni (come il fotovoltaico) funzionanti ma in un’applicazione così
    ampia (intere città), quali costi e tempi implicano?
6. Per non parlare del tempo e costo per rimettere a norma gli edifici vecchi..
7. Quindi? Li buttiamo tutti giù e li ricostruiamo? Vabbè..
8. Ti presentiamo una tecnologia che permette di sostituire le caldaie nei vecchi edifici,
     non inquina in loco e quindi in città e ti focalizzi sulla parola “in loco”?

Hai ragione :) ti spiego come l’espressione “in loco” sia una trasparenza, non una furbata:

Visto che ad oggi il 30% del calore della Caldaia deriva da energia elettrica (il resto dall’acqua), significa che per ora usiamo l’elettricità e quindi da qualche parte c’è una centrale elettrica che.. brucia idrocarburi e quindi inquina.  Ma a) nel progetto definitivo l’energia sarà al 100% rinnovabile b) l’obiettivo, dicevamo, è che non inquini in città perché lì vive la maggioranza delle persone che “inquinano” e soprattutto perchè è nelle città che dobbiamo ridurre le emissioni.

Quando possiamo comunicarti dati tecnici più approfonditi?

Non lo so: stiamo brevettando altri aspetti per il secondo step del progetto.
Intanto hai capito che funziona, perchè l’hai vista riscaldare la scuola. Stiamo però  raccogliendo le domande di tutti e provvederemo a rispondere in modo mirato, per quanto possibile.
> Intato (ri)leggi questo post con alcuni dati

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Ritorniamo al “quid”:
l’innovazione non sta nel “come funziona”, ma nel “cosa permette”.
Non è una bacchetta magica, non è un’innovazione a sè stante.
Neanche la ruota lo era, mi pare, finchè qualcuno non ha pensato come usarla..
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La “Caldaia che non inquina” è uno strumento – a disposizione delle pubbliche amministrazioni di un territorio - per creare innovazione reale.
Una tecnologia crea innovazione quando porta benefici economici per imprese, enti e tutti gli attori coinvolti (pubbliche amministrazioni locali, ecc.) e qualità della vita per tutti (riduzione inquinamento).

E non mi sembra poco.. 
 

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Se non visualizzi il filmato, clicca qui
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(ti consiglio di vederlo in Full Screen)
 
Felicità è tenersi per mano senza metano
 
 
 
 
 

 

La soluzione per l’inquinamento urbano: presentata la ‘caldaia’ che non inquina

 Zero emissioni in loco. Frutto di un’inedita collaborazione pubblico-privato

Arriva da Pordenone un esempio di concreta collaborazione tra pubblico e privato, in grado di affrontare – e ridurre fortemente – problemi di grande importanza sociale, quali l’inquinamento urbano e le sue conseguenze sulla salute dei cittadini. Da un lato la Pubblica Amministrazione (Ministero dell’Ambiente, AREA Science Park, Provincia e Comune di Pordenone) pronta a finanziare e sperimentare tecnologie innovative, dall’altro imprese (STP Srl, Rhoss Spa) in grado di ideare e ingegnerizzare soluzioni innovative e all’avanguardia. Nel mezzo, il continuo sforamento dei tetti di emissione di PM10* nelle nostre città e l’esigenza di trovare alternative alle caldaie a combustibili fossili di abitazioni e condomini.

Pordenone ha scelto una via nuova, avviando nel comprensorio scolastico pubblico “Centro Studi” la sperimentazione della ‘pompa di calore ad alta temperatura’. Zero emissioni in loco. Basse spese di gestione. Energia rinnovabile al 70÷75% che può arrivare al 100% con l’utilizzo di elettricità fornita da pannelli fotovoltaici. Sono le caratteristiche principali della nuova pompa di calore, ribattezzata la ‘caldaia’ che non inquina, in grado di produrre acqua calda superiore ai 75°C, capace perciò di sostituire le attuali caldaie da riscaldamento senza la necessità di rifare gli impianti. Un vero salto tecnologico (breakthrough) nel settore, un’innovazione tutta italiana in corso di brevetto, ideata da STP (spin-off imprenditoriale di recente insediato nel parco scientifico triestino) e ingegnerizzata da Rhoss Spa. Il progetto rientra nel piano di AREA Science Park per la produzione e l’uso efficiente dell’energia ENERPLAN, cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente. La sperimentazione vede il concreto sostegno della Provincia di Pordenone e il supporto del Comune di Pordenone.

Le attuali pompe di calore non possono essere utilizzate con gli impianti di riscaldamento a termosifone – che costituiscono la maggioranza assoluta degli impianti urbani – poiché non sono in grado di erogare acqua riscaldata a temperatura sufficiente. La nuova soluzione, invece, eroga acqua a circa 80°C e può quindi sostituire le caldaie esistenti, senza ulteriori interventi su abitazioni e impianti. L’impianto prototipo installato ha fatto registrare rendimenti addirittura superiori alle attese – 115 kW di potenza effettiva, sensibilmente superiore ai 100 kW preventivati -  riscaldando palestra e spogliatoi e producendo acqua calda sanitaria per il comprensorio scolastico. L’impianto di Pordenone servirà anche da laboratorio per la verifica e il miglioramento della tecnologia e delle sue performance. Questo primo test, molto soddisfacente, rende più vicino il raggiungimento del principale obiettivo degli ideatori: sostituire le caldaie degli impianti di riscaldamento tradizionali, ad esempio nei condomini, con pompe di calore ad alta temperatura.

Una soluzione, questa, che avrebbe molteplici vantaggi. A cominciare da quelli economici: l’investimento iniziale è leggermente superiore rispetto all’acquisto di caldaie tradizionali ma, nel tempo, è compensato dai rilevanti risparmi sulla bolletta: la spesa sostenuta per l’impianto, di fatto, si ripaga (payback) in meno di quattro anni. Dal punto di vista gestionale, i costi di esercizio sono bassissimi, grazie a esigenze di manutenzione fortemente ridotte e all’eliminazione di permessi e verifiche amministrative e di sicurezza. Sul lato energetico, è rinnovabile almeno il 70% dell’energia necessaria a generare il calore, con ricadute molto positive sul versante ecologico: zero emissioni in loco, drastica riduzione dell’inquinamento nelle città.


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Se non visualizzi il filmato, clicca qui
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(ti consiglio di vederlo in Full Screen)

LE APPLICAZIONI

Il mercato di riferimento primario per la pompa di calore ad alta temperatura  è costituito dagli edifici urbani già esistenti (condomini, edifici storici, scuole, ospedali, etc.) e da quelli industriali/commerciali, che, insieme al traffico veicolare, rappresentano le principali fonti inquinanti delle nostre città.  Le pompe di calore oggi sul mercato, caratterizzate da temperature di mandata attestate intorno ai 50°C, non sono utilizzabili per gli edifici dotati di impianto di riscaldamento tradizionale. Un limite grave questo, che la nuova pompa HT supera, grazie ad una temperatura di mandata compresa tra 70 e 80°C e ha un “Coefficient Of Performance” – ovvero il rapporto tra la quantità di calore erogato e la quantità di energia elettrica spesa intorno a 3.

Si tratta di un vero e proprio salto tecnologico, che, per sintetizzarlo in una parola, consente di passare dalla “casaklima” al “condominioklima”, con un ambito di applicazione di gran lunga più ampio e un potenziale di impatto positivo sull’ambiente assai elevato, specie nelle città. I siti che si prestano bene alla sostituzione di caldaie con pompe di calore ad alta temperatura sono tutti quelli in cui vi è presenza di fiumi, canali sotterranei o affioranti, pozzi, laghi, stagni e acquitrini, reti di acquedotti, collettori fognari, mare, bealere, acqua di falda, cascami termici dai condensatori di centrali elettriche, acqua di cascame da processi industriali.

Ulteriori informazioni e immagini su www.pianoenerplan.it

Energia pulita, economica e alla portata di tutti: il 28 febbraio ti presenteremo la “caldaia” che non inquina

PRESENTAZIONE – “La caldaia che non inquina”
Lunedì 28.02.2011 – Ore 10.30 – Pordenone

- Zero emissioni
- Taglia i costi di riscaldamento nelle case e negli edifici pubblici.
- Sostituisce le caldaie senza modifiche agli impianti.
> Iscrizione online

L’inquinamento da polveri sottili che è emergenza in questi giorni in molte città italiane, in particolare del Nord, ha la sua causa principale nell’emissioni da riscaldamento. L’allarme è scattato in una metropoli come Milano, ma anche centri più piccoli registrano tassi di PM10 nettamente superiori ai limiti di legge, come a Pordenone. Dalla città friulana, tuttavia, arriva una notizia promettente: è in corso di sperimentazione una “caldaia” che fa a meno di combustibili fossili e quindi non inquina.

Si tratta di una pompa di calore ad alta temperatura (PdC HT) in grado di produrre acqua calda superiore ai 75°C, capace di sostituire le attuali caldaie da riscaldamento senza la necessità di rifare completamente l’impianto. Un vero salto tecnologico (breakthrough) nel settore, un’innovazione in corso di brevetto, da cui presto nascerà in AREA Science Park, in collaborazione con STP, uno spin-off imprenditoriale del parco scientifico triestino.

Un primo prototipo funzionante di questa nuova generazione di caldaie di media taglia e ad alta efficienza, è stato installato in un comprensorio scolastico di Pordenone. La sperimentazione in corso sta facendo registrare risultati molto positivi, con rendimenti addirittura superiori alle attese: 115 kW di potenza effettiva, sensibilmente superiore ai 100 kW preventivati. L’innovativa pompa di calore  consente, già da ora, di riscaldare palestra e spogliatoi e di produrre acqua calda sanitaria per tutta la scuola. L’impianto di Pordenone servirà anche da laboratorio per la verifica e il miglioramento della tecnologia e delle sue performance. Questo primo test, molto soddisfacente,  rende più vicino il raggiungimento del principale obiettivo degli ideatori: sostituire le caldaie degli impianti di riscaldamento tradizionali, ad esempio nei condomini, con pompe di calore ad alta temperatura.

Una soluzione, questa, che avrebbe molteplici vantaggi economici, gestionali, oltre che ecologici. Sul lato energetico, infatti, è rinnovabile almeno il 70% dell’energia necessaria a generare il calore, con zero emissioni in loco, drastica riduzione dell’inquinamento nelle città e conseguente sensibile miglioramento del microclima urbano.

 “Il nostro ruolo di parco scientifico – sottolinea il presidente di AREA Science Park, Giancarlo Michellone – è quello di scoprire chi ha idee geniale e aiutarlo a realizzarle. E’ questo il caso di STP, giovane società che ha inventato la pompa di calore ad alta temperatura, che promette di rivoluzionare il mercato delle caldaie da riscaldamento nei prossimi anni. Siamo riusciti a bruciare i tempi di ingegnerizzazione, realizzando il primo prototipo funzionante grazie a una ditta leader come Rhoss Spa. I test sono un successo e presenteremo la nuova tecnologia a istituzioni, imprese e giornalisti il prossimo 28 febbraio a Pordenone”.

 > Iscrizione online

La pompa di calore ad alta temperatura rientra nel piano di AREA per la produzione e l’uso efficiente dell’energia ENERPLAN, cofinanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Come trasformare la ricerca in innovazione? Semplice: con una “caldaia che non inquina”

SAVE_THE_DATE
PRESENTAZIONE – “La caldaia che non inquina”
Lunedì 28.02.2011 – Ore 10.30 – Pordenone

- Zero emissioni
- Taglia i costi di riscaldamento nelle case e negli edifici pubblici.
- Sostituisce le caldaie senza modifiche agli impianti.
> Iscrizione online

Sono i principali benefici di una tecnologia innovativa, realizzata nell’ambito del Piano Energia ENERPLAN di AREA Science Park e del Ministero Ambiente e frutto di una sinergia fra partner pubblici e privati.28.02 - Presentiamo la tecnologia..

Un percorso dall’idea al mercato che ha portato alla realizzazione del prototipo industriale, oggi in funzione presso una Scuola di Pordenone.

Lunedì 28 febbraio verrà presentata per la prima volta a imprese, stakeholder e pubbliche amministrazioni interessate a implementare soluzioni tecnologie innovative con benecifi economici e ambientali.

Sede:
Da definirsi (c/o P.za Maestri del Lavoro – PN)

Orario: 10.30 – 11:30 circa.

Programma: A breve online
Come partecipare: Iscrizione online (obbligatoria)
Evento di interesse per:
- Regioni, Province, Comuni
- Aziende pubbliche o partecipate
- Enti Pubblici Economici (ATER..)
- Università e Centri di Ricerca
- Imprese
- Giornalisti e Stakeholder
- Amministratori di edifici pubblici e privati
- ..

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> Info e iscrizioni: www.pianoenerplan.it
> Info mirate e riservate sulla fanpage di AREA su FB)
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ENERPLAN

SAVE_THE_DATE: 28 febbraio, Pordenone, Tecnologie innovative, Energia

SAVE_THE_DATE
Quando: 28.02.11
Dove: Pordenone
Chi: PA, imprese, media,
Settore: Energie alternative
Perchè: nuova tecnologia innovativa per risparmio energetico
Cosa: evento a carattere nazionale

PA interessata a ridurre costi energetici dei propri edifici

Imprese interessate a industrializzare tecnologie innovative con notevoli anche se potenziali margini di profitto 

Giornalisti e stakeholder

Ulteriori info a breve! 

(per interessati: info@area.trieste.it o commenti su questo post o nella fanpage di AREA su Facebook)

Per ora, puoi vederne un dettaglio

28.02 - Presentiamo la tecnologia..

Pompa di calore ad alta temperatura (Piano Energia ENERPLAN)

Ne abbiamo parlato più volte: il Ministero dell’Ambiente e AREA Science Park hanno firmato un accordo denominato PIANO ENERGIA “ENERPLAN”.

L’idea di fondo è promuovere l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e alternative, abbattere i costi della gestione energetica e, contemporaneamente, ridurre drasticamente le emissioni nocive nelle applicazioni destinate all’edilizia di uso civile, industriale, commerciale e al settore agricolo.

La Pompa di Calore ad Alta Temperatura è uno degli otto progetti di sviluppo sperimentale, in cui è articolato il Piano.

Pompa di Calore ad alta temperatura

Enerplan è cofinanziato da:

ENERPLAN

Ministero Ambiente & AREA Science Park: efficienza energetica, al via il Laboratorio Energie Alternative

Selezionare e valorizzare idee e imprese innovative nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. L’ambizioso obiettivo di ENERPLAN, il piano elaborato da AREA Science Park e Ministero Ambiente per la produzione e l’uso efficiente dell’energia, comincia a prendere forma.
E, con esso, l’idea di sostenere l’installazione, la sperimentazione, la messa a sistema e la diffusione sul mercato di soluzioni tecnologiche innovative.

Campus di Basovizza del parco scientifico, sul Carso triestino:
qui da alcune settimane è in fase di collaudo un impianto tecnologico all’avanguardia.
Si tratta del Laboratorio Impianto Dimostrativo Energie Alternative – LIDEA, che racchiude in sé funzionalità di sistema di cogenerazione, di gruppo elettrogeno e di gruppo di continuità.
Basato su un motore a combustione interna alimentato a gas metano derivato da propulsori per autotrazione, è in grado di svolgere le funzioni di una micro-centrale completamente automatizzata per la produzione combinata di energia elettrica e di calore. La sua caratteristica distintiva è quella della regolazione a giri variabili.

L’azienda produttrice: ENERGIFERA Srl.
Vincitrice della gara bandita da AREA Science Park, é un’eccellenza italiana nei settori dell’elettronica di potenza, dell’elettronica di controllo e delle macchine di generazione di energia ed è costantemente impegnata sulla frontiera dell’innovazione tecnologica, dell’indipendenza energetica, del rispetto ambientale e della qualità.

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Come trasformare la ricerca in innovazione? Semplice: con una “caldaia che non inquina”

SAVE_THE_DATE
PRESENTAZIONE – “La caldaia che non inquina”
Lunedì 28.02.2011 – Ore 10.30 – Pordenone

- Zero emissioni
- Taglia i costi di riscaldamento nelle case e negli edifici pubblici.
- Sostituisce le caldaie senza modifiche agli impianti.
> Iscrizione online

Sono i principali benefici di una tecnologia innovativa, realizzata nell’ambito del Piano Energia ENERPLAN di AREA Science Park e del Ministero Ambiente e frutto di una sinergia fra partner pubblici e privati.28.02 - Presentiamo la tecnologia..

Un percorso dall’idea al mercato che ha portato alla realizzazione del prototipo industriale, oggi in funzione presso una Scuola di Pordenone.

Lunedì 28 febbraio verrà presentata per la prima volta a imprese, stakeholder e pubbliche amministrazioni interessate a implementare soluzioni tecnologie innovative con benecifi economici e ambientali.

Sede:
Da definirsi (c/o P.za Maestri del Lavoro – PN)
Orario: 10.30 – 11:30 circa.
Programma: A breve online
Come partecipare: Iscrizione online (obbligatoria)
Evento di interesse per:
- Regioni, Province, Comuni
- Aziende pubbliche o partecipate
- Enti Pubblici Economici (ATER..)
- Università e Centri di Ricerca
- Imprese
- Giornalisti e Stakeholder
- Amministratori di edifici pubblici e privati
- ..

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Solo per voi (e per gli iscritti alla fanpage di AREA su FB) contestualizziamo bene la faccenda.
Tramite un progetto che si chiama Piano Energia ENERPLAN, il Ministero Ambiente ha dato mandato ad AREA Science Park di progettare, sperimentare (presso la propria sede) e poi diffondere sul mercato tecnologie concrete per il risparmio energetico nelle città. Concrete significa “utilizzabili subito” e “realmente funzionanti”.
Stiamo lavorando su 8 tecnologie: la prima a sbarcare sul mercato è questa tecnologia (che presentiamo il 28 febbraio).
E’ in grado di sostituire (senza modifiche agli impianti) le caldaie di edifici pubblici, portando ad un netto risparmio di energia e quindi costi. Non solo: produce energia pulita (zero emissioni).
In un contesto in cui l’Italia rischia forti multe per le emissioni, è ovvio che amministrazioni pubbliche come Province e Comuni siano fortemente interessate a questa tecnologia. Che, ripeto, è già funzionante in una scuola.

Anche questo è un piccolo esempio di ecosistema dell’innovazione da raccontare: stiamo parlando proprio di un percorso dall’idea al mercato. Un giorno ci viene presentata questa tecnologia: la incubiamo come gruppo di sviluppo nel nostro incubatore di primo miglio (Innovation Factory). Intanto la startup diventa impresa e cresce. Troviamo un produttore, che lavora con l’inventore e produce un prototipo. Ma come lo sperimentiamo? Dobbiamo trovare un edificio adatto. Mettiamo in sinergia un polo tecnologico, la Provincia e il Comune di Pordenone e…

Vabbè, vi sto dicendo troppo. Venite a Pordenone il 28 febbraio, ore 10.30, presso le Scuole Pubbliche di II Livello – piazza Maestri del Lavoro – PN). Ci saranno autorità varie ma soprattutto ci sarà lei: la tecnologia.

Ah, dimenticavo: per chi non potrà assistere all’evento, metteremo a disposizione la registrazione dopo qualche giorno (ma non ditelo a nessuno ;)
Ciao!

ENERPLAN

Energia & Competitività al Business Day: incontra i referenti di ENERPLAN e scopri le opportunità di business

 

Durante il Business Day puoi incontrare i responsabili del progetto e scoprire le opportunità di business offerte alle imprese da ENERPLAN, il programma di AREA Science Park e Ministero dell’Ambiente.
play Segnala il tuo interesse  

ENERPLAN è un piano elaborato dal parco scientifico di Trieste AREA Science Park per la produzione e l’uso efficiente dell’energia.
L’idea di fondo è promuovere l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e alternative, abbattere i costi della gestione energetica e, contemporaneamente, ridurre drasticamente le emissioni nocive nelle applicazioni destinate all’edilizia di uso civile, industriale, commerciale e al settore agricolo. Ciò in prospettiva pu anche favorire lo sviluppo di nuove iniziative industriali, con benefici effetti sulla competitivitdel territorio. Il piano prevede la selezione e la valorizzazione di idee e imprese innovative nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico mediante la costruzione di impianti dimostrativi che siano anche laboratori di sviluppo tecnologico e sperimentazione industriale . Qui università e scuole dell’obbligo, enti di ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni potranno apprendere e confrontare i risultati tecnici, ambientali ed economici delle innovazioni proposte.

ENERPLAN è articolato in otto progetti di sviluppo sperimentale, da applicare agli edifici dei siti del parco scientifico triestino, che verranno letteralmente vestiti di tecnologie che mirano a migliorarne la gestione energetica, diventando di fatto impianti pilota. La valenza di ENERPLAN è stata riconosciuta dal Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che, sulla base di  un accordo con AREA, ha deciso di cofinanziarne al 50% i costi, previsti in 6 milioni e 805mila euro.

“Considero l’accordo con il Ministero dell’Ambiente – afferma il presidente di AREA Science Park, Giancarlo Michellone – un primo passo che ci consentirà di realizzare impianti in Friuli Venezia Giulia e in seguito in Italia e a livello internazionale, man mano che convalideremo la valenza e la funzionalità delle nuove tecnologie”.

ENERPLAN è un progetto pilota strategico del Ministero dell’Ambiente – afferma Corrado Clini, direttore generale del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Mare – perchè consente di sperimentare soluzioni innovative nei settori chiave della produzione di energia da fonti rinnovabili, dell’edilizia ecosostenibile e del recupero energetico nelle attività produttive. Le tecnologie e i sistemi di gestione che verranno sviluppati nell’ambito di ENERPLAN – continua – costituiranno un modello di riferimento per l’intero sistema energetico nazionale, anche in vista dell’adozione della strategia dell’Italia per la sicurezza energetica e la riduzione delle emissione.

Gli otto progetti di ENERPLAN
(clicca qui per i dettagli)

- Pompe di calore ad alta temperatura
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Cappotto attivo
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Recupero energetico da cascame di aria esausta
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LIDEA2- Laboratorio Impianto Dimostrativo Energie Alternative
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Laboratorio/impianto di cogenerazione con microturbine a gas
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Laboratorio/impianto dimostrativo di illuminazione stradale a LED
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La sicurezza ecologica
- S
istema innovativo di trigenerazione a biomassa

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Ambasciatore Usa David H. Thorne in visita in AREA Science Park

Visita questa mattina in AREA Science Park dell’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia David H. Thorne. Il diplomatico americano, rappresentante del Presidente Obama presso l’Ambasciata di Roma, è stato accompagnato da Carol Z. Perez, Console Generale degli Stati Uniti a Milano, e da Benjamin Wohlauer, Console Americano per gli Affari Economici a Milano, entrambi già in visita in AREA negli scorsi mesi. La visita rientra nell’ambito di una più ampia serie di incontri in Friuli Venezia Giulia.

Thorne è stato accolto dal vice presidente di AREA, Francesco Russo e dal direttore generale, Enzo Moi. All’incontro ha partecipato anche il responsabile del trasferimento tecnologico Stephen Taylor. All’ambasciatore è stata presentata l’attività di AREA Science Park nella valorizzazione dei risultati della ricerca e dell’impresa, evidenziando l’approccio integrato basato su analisi finanziarie comparate delle loro performance, su innovazione tecnologica, strategica e organizzativa.

 Durante l’incontro si è parlato inoltre di “tecnologie verdi”. Il direttore Moi ha presentato ENERPLAN, piano elaborato per la produzione e l’uso efficiente dell’energia e articolato in otto progetti di sviluppo sperimentale, da applicare agli edifici dei siti del parco scientifico triestino, che verranno letteralmente “vestiti” di tecnologie che mirano a migliorarne la gestione energetica, diventando di fatto impianti pilota. La valenza di ENERPLAN è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che, sulla base di un accordo con AREA, ha deciso di cofinanziarne al 50% i costi, previsti in 6 milioni e 805mila euro.

L’ambasciatore americano ha mostrato grande interesse nei confronti delle attività svolte dal Consorzio e dal Parco; ha molto apprezzato il sistema di gestione dell’innovazione di AREA, considerandolo una best practice di altissimo livello. Ha infine auspicato che l’eccellenza delle attività espresse da AREA possano trovare negli Stati Uniti interessanti e reciprocamente utili occasioni di collaborazione.

“Siamo molto soddisfatti che la prima visita dell’ambasciatore americano nel Friuli Venezia Giulia sia cominciata in AREA – commenta Francesco Russo, vicepresidente del Consorzio per l’AREA di Ricerca Scientifica e Tecnologica – Abbiamo presentato progetti e risultati su cui, in questi anni, abbiamo investito risorse umane e finanziarie, come ad esempio ENERPLAN. Inoltre l’incontro è stato per noi un’utile occasione di confronto con la grande esperienza che gli Stati Uniti rappresentano nei settori di tecnologica e innovazione”.

L’Ambasciatore Thorne è uno dei fondatori della Adviser Investments, una fra le più note e stimate società di investimento finanziario degli Stati Uniti specializzata nella gestione di fondi di investimento Vanguard e Fidelity e di fondi legati all’andamento dei principali indici azionari. Ha svolto la sua attività di investitore e di imprenditore in diversi settori economici, dalla consulenza di marketing al settore immobiliare, dall’editoria al mondo dei servizi finanziari. Recentemente ha venduto il ramo editoriale delle sue attività alla Martha Stewart Omnimedia.

Sostenibilità energetica e innovazione tecnologica: presentato ENERPLAN!

Sostenibilità energetica e innovazione tecnologica
Presentato questa mattina l’ accordo tra Ministero dell’Ambiente e AREA Science Park
per il progetto ENERPLAN

Saranno realizzati i primi laboratori e impianti dimostrativi italiani dedicati all’innovazione energetica

ENERPLAN è un piano elaborato dal parco scientifico di Trieste AREA Science Park per la produzione e l’uso efficiente dell’energia. L’idea di fondo è promuovere l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e alternative, abbattere i costi della gestione energetica e, contemporaneamente, ridurre drasticamente le emissioni nocive nelle applicazioni destinate all’edilizia di uso civile, industriale, commerciale e al settore agricolo. Ciò in prospettiva può anche favorire lo sviluppo di nuove iniziative industriali, con benefici effetti sulla competitività del territorio. Il piano prevede la selezione e la valorizzazione di idee e imprese innovative nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico mediante la costruzione di impianti dimostrativi che siano anche laboratori di sviluppo tecnologico e sperimentazione industriale. Qui università e scuole dell’obbligo, enti di ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni potranno apprendere e confrontare i risultati tecnici, ambientali ed economici delle innovazioni proposte.

ENERPLAN è articolato in otto progetti di sviluppo sperimentale, da applicare agli edifici dei siti del parco scientifico triestino, che verranno letteralmente “vestiti” di tecnologie che mirano a migliorarne la gestione energetica, diventando di fatto impianti pilota. La valenza di ENERPLAN è stata riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che, sulla base di  un accordo con AREA, ha deciso di cofinanziarne al 50% i costi, previsti in 6 milioni e 805mila euro.

“Considero l’accordo con il Ministero dell’Ambiente – afferma il presidente di AREA Science Park, Giancarlo Michellone – un primo passo che ci consentirà di realizzare impianti in Friuli Venezia Giulia e in seguito in Italia e a livello internazionale, man mano che convalideremo la valenza e la funzionalità delle nuove tecnologie”.

”ENERPLAN è un progetto pilota strategico del Ministero dell’Ambiente – afferma Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare – perché consente di sperimentare soluzioni innovative nei settori chiave della produzione di energia da fonti rinnovabili, dell’edilizia ecosostenibile e del recupero energetico nelle attività produttive. Le tecnologie e i sistemi di gestione che verranno sviluppati nell’ambito di ENERPLAN – continua – costituiranno un modello di riferimento per l’intero sistema energetico nazionale, anche in vista dell’adozione della strategia dell’Italia per la sicurezza energetica e la riduzione delle emissione”

“L’accordo tra Ministero dell’Ambiente e AREA Science Park è caratterizzato da obiettivi concreti e iniziative capaci di generare progetti industriali competitivi in molti settori strategici per l’economia italiana, dimostrando che la protezione dell’ambiente è anche un’opportunità di sviluppo”, dichiara il Sottosegretario all’Ambiente, on. Roberto Menia.

Gli otto progetti di ENERPLAN

Pompe di calore ad alta temperatura

Si tratta di realizzare, in collaborazione con STP, nuovo spin-off insediato in AREA Science Park, una pompa di calore di media taglia e ad alta efficienza, in grado di produrre acqua calda a temperatura superiore a 75°C, capace di sostituire le attuali caldaie senza la necessità di rifare completamente l’impianto. Questa innovazione, che rappresenta un salto tecnologico (breakthrough), è in  corso di brevetto.

 

Cappotto attivo

È un sistema innovativo, anch’esso in fase di brevettatazione, per la diffusione di caldo e freddo dall’esterno all’interno di un fabbricato. Oltre alla funzione di isolamento termoacustico, il cappotto permette la completa eliminazione degli impianti tradizionali di riscaldamento e raffrescamento, consentendo risparmi energetici ed economici di gran lunga superiori alle tecnologie oggi disponibili.

 

Recupero energetico da cascame di aria esausta

Questa soluzione trova applicazione negli edifici destinati ad attività particolari, quali laboratori di ricerca e sviluppo e ospedali, che necessitano di un ricambio d’aria forzato molto elevato. In situazioni di questo genere la maggior parte dell’energia spesa per il riscaldamento e il raffreddamento serve a condizionare l’aria. Esistono già i recuperatori ad alta/altissima efficienza, ma il funzionamento per il recupero energetico dipende dalle condizioni termo-igrometriche esterne. Il sistema proposto consente, invece, di recuperare sempre il massimo dell’energia, indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne.

 

LIDEA2- Laboratorio Impianto Dimostrativo Energie Alternative (celle fotovoltaiche)

Il Laboratorio e Impianto Dimostrativo sull’Energia Alternativa è un impianto di cogenerazione che si compone di un motore a combustione interna di circa 150 kW alimentato a metano, accoppiato a un impianto di pannelli fotovoltaici con una potenza di circa 19 kWe. È prevista l’integrazione con due diversi sistemi fotovoltaici per la sperimentazione e la verifica dell’efficienza delle diverse tecnologie costruttive, in accoppiamento con il cogeneratore, e un sistema di telegestione per il controllo remoto e l’ottimizzazione della connessione dei vari impianti.

 

Laboratorio/impianto di cogenerazione con microturbine a gas

Si tratta di un laboratorio di ricerca e sviluppo per impianti di co e trigenerazione basati su microturbine alimentate a metano. Se la cogenerazione consente di produrre contemporaneamente energia e calore, la trigenerazione permette la produzione anche di energia frigorifera per il raffrescamento degli ambienti. L’impianto a microturbine alimentate a metano sarà confrontato con un sistema in grado di produrre pari energia (100 kwh) basato su un motore a combustione interna alternativo, attualmente in via di completamento. L’impianto sarà l’unico in Italia che, oltre a fornire caldo, freddo ed energia elettrica, funzionerà come laboratorio nel quale confrontare in condizioni reali i due tipi di cogenerazione. Il progetto ha grande potenziale applicativo per le necessità di piccole e medie imprese, ma altri utilizzi sono fin da ora ipotizzabili. Per esempio, lavorando a “staffetta”, un certo numero di cogeneratori potrebbe all’occorrenza fungere anche da gruppo di continuità in edifici privati o pubblici, quali ospedali o scuole.

Laboratorio/impianto dimostrativo di illuminazione stradale a LED

Sarà attuata la sperimentazione di sistemi di illuminazione stradale e, più in generale, di aree esterne, grazie a corpi illuminati a LED (Light Emitting Diode) di potenza (Power LED). Si prevede una fase iniziale di installazione di alcuni punti di illuminazione per la sperimentazione e la dimostrazione all’interno dei Campus di Padriciano e Basovizza del parco scientifico e, in una fase successiva, la realizzazione anche nelle zone circostanti di due “campi prova” dotati di circa ottanta punti luce ciascuno.

La sicurezza ecologica

Sarà realizzata una stazione di monitoraggio innovativa per il controllo del territorio e la rilevazione di dati meteorologici e ambientali in modalità continua wireless. E’ prevista una piattaforma di tipo hardware e software per il monitoraggio in tempo reale e remoto di dati relativi a sostanze contaminanti, inquinanti, tossiche in prossimità del luogo di eventuali eventi calamitosi o situazioni di crisi. La stazione di monitoraggio integrata e modulare per il controllo del territorio e la rilevazione di dati meteorologici e ambientali, sarà sempre in linea e utilizzabile anche in condizioni difficili, quali la mancanza di alimentazione elettrica e/o reti di collegamento tradizionali. Il sistema sarà in grado di trasmettere verso un Centro di controllo streaming video ad alta risoluzione, gestire audio half-duplex bidirezionale, assieme a dati meteo provenienti dagli altri sensori del sistema, per un efficace monitoraggio di siti distribuiti sul territorio. Molteplici i campi di applicazione: dalla protezione civile a monitoraggi di ampio utilità per il benessere del cittadino.

Sistema innovativo di trigenerazione a biomassa

L’obiettivo è realizzare un impianto pilota innovativo presso un’azienda viti-vinicola del Friuli Venezia Giulia, in modo da sfruttare in maniera completa ed efficiente le risorse energetiche che l’azienda stessa ha a disposizione, attraverso la raccolta di biomassa proveniente dai suoi terreni, rendendola completamente autosufficiente dal punto di vista dei fabbisogni di energia primaria. Si vuole così favorire la diffusione capillare di sistemi distribuiti di generazione di energia con nuovi impianti di piccola taglia, più flessibili e in grado di garantire elevata modularità, brevi tempi d’installazione, basse emissioni e alti rendimenti, con conseguente riduzione dei consumi di energia primaria.

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