Ricerca scientifica in Friuli Venezia Giulia: alla 10° Conferenza Annuale si parlerà finalmente di “Talenti”

Quanti convegni per parlare di ricerca scientifica ed eccellenza ci sono in giro per l’Italia?
Tanti. Questo is “just another event”.
Quanti convegni però possono raccontare un esempio reale di coordinamento fra un numero di enti di ricerca che non ha pari al mondo? (secondo solo alla media Giapponese?).
MMh, pochi. Questo is “one of them”.
Quanti convegni alla fine, in questo contesto, fanno parlare i ricercatori?
Parlo di quei 13.000 ricercatori stranieri che hanno fatto una fuga dei cervelli all’inverso e sono venuti in Friuli Venezia Giulia a lavorare.

Questo è uno dei rari eventi insomma in cui – in un contesto scientifico di alto livello - prendono la parola e raccontano la loro storia i “Talenti della Ricerca Italiana”.

1 dicembre 2011 – ore 9:30
Multisettorialità ed eccellenza scientifica:
i punti chiave dell’attrattività del sistema scientifico regionale attraverso l’esperienza dei “talenti” 
AREA Science Park, Padriciano 99 – Trieste (Google Maps     -      Foursquare)

X° Conferenza Annuale del Coordinamento Regionale degli Enti di Ricerca 
Il prestigio scientifico internazionale, l’eccellenza dei laboratori riconosciuta a livello europeo e la possibilità di collaborare in team multidisciplinari ed eterogenei. S
ono alcuni dei fattori che hanno fatto scegliere agli oltre 13 mila studenti e ricercatori stranieri una delle istituzioni scientifiche del Coordinamento regionale degli Enti di Ricerca.

Per meglio comprendere i punti di forza e di debolezza dei centri di ricerca del Friuli Venezia Giulia, la X Conferenza annuale del CER costituirà l’occasione per dar voce ad alcuni dei ricercatori che hanno vinto borse di mobilità internazionali per sviluppare innovativi progetti di ricerca in collaborazione con gli istituti del Coordinamento regionale.

Saranno pertanto i “Talents” a raccontare quest’anno le eccellenze e le nuove sfide della Ricerca nell’ambito dei temi legati alla salute, alle nanotecnologie ed all’ambiente. 

Infine, considerata l’importanza di coordinare le politiche in materia di Ricerca e Innovazione in tutta Europa e riconosciuto il ruolo strategico delle regioni quali attori fondamentali per l’attuazione di programmi di Ricerca e Sviluppo innovativi, saranno direttamente i rappresentanti di Commissione europea, MIUR e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia a condividere le strategie volte a rafforzare i sistemi socio economici. 

A seguire si terrà la cerimonia del Premio in memoria di Bernardo Nobile 2011, un riconoscimento annuale di AREA Science Park che premia tesi di laurea o di dottorato che abbiano dato risalto all’uso dei brevetti come fonte di documentazione. 

> Info e iscrizione online

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Economia del mare: accordo fra AREA Science Park e Università di Fiume in Croazia. Formazione, competitività e R&S

Cooperazione nella formazione superiore e nel trasferimento tecnologico nel campo dell’economia del mare. E’ questo l’ambito delle iniziative delineate nel “Memorandum of Understanding” firmato questa mattina ad Abbazia (Croazia) tra AREA Science Park e l’Università di Fiume che, con la sua Facoltà di Studi Marittimi, è l’istituzione scientifica croata leader in questo importante settore.

L’accordo contempla diversi livelli di collaborazione. Il primo sul lato della formazione, con lo scambio di esperti di trasferimento tecnologico, l’avvio di esperienze formative post-laurea e di studi di dottorato nel campo del traffico e della tecnologia dei trasporti. E’ poi prevista l’attivazione di progetti comuni di ricerca e sviluppo, con l’attivazione di Living Labs nella logistica e nei trasporti, finalizzati alla creazione di cluster imprenditoriali trans-regionali.

Sempre sul lato imprese, le parti si pongono l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo di prodotti innovativi, nuovi processi o nell’acquisizione di nuove tecnologie e know how.Ulteriore aspetto qualificante dell’intesa sarà la partecipazione congiunta a bandi per progetti europei e internazionali concernenti portualità, nautica e logistica. Completerà il quadro della collaborazione l’organizzazione di seminari e workshop di settore.

> Ulteriori info, dichiarazioni e intervista audio al Direttore di AREA

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[Le migliori tecnologie di AREA] Terreno innovativo per la coltivazione di cellule staminali

Ogni giorno pubblichiamo una tecnologia o un prototipo scelto fra i “migliori risultati della ricerca” realizzati nel 2009 dalle aziende di AREA Science Park.
A metà dicembre ci sarà poi la premiazione del “Premio “Premio Innovazione 3L/3T”

Nome prodotto: Euromed
Azienda: Euroclone SpA
Saggi basati su tecniche molecolari (PCR, Real-Time PCR e Reverse dot hybridization) per uso diagnostico. Saggi immunologici (ELISA) per la rilevazione rapida dicontaminanti chimici negli alimenti e nella diagnostica veterinaria.
Saggi in Biologia Cellulare

Descrizione prodotto.
Linea EuromedTerreno di coltura serum-free per la neogenesi di Cellule Beta insulino-secernenti
Terreno speciale, unico e in corso di brevettazione, in grado di coltivare, differenziare ed espandere le cellule staminali mesenchimali umane in cellule beta del pancreas.
E’ stato dimostrato che queste ultime sono in grado di produrre insulina “in vitro”. Tale caratteristica potrà permettere, per ora nel ratto, di far maturare cellule insulinosecernenti in soggetti diabetici a partire da mesenchimali staminali. Un ulteriore innovazione è data dal fatto che il terreno è “serum free” cioé privo di siero animale.

Terreni di coltura serum free di espansione
• Terreno EUROMED per la proliferazione di cellule Mesenchimali umane
• Terreno EUROMED per la proliferazione di cellule Ematopoietiche umane

Terreni di coltura serum free di differenziamento
• Terreno EUROMED per il differenziamento in condrociti di cellule staminali mesenchimali
• Terreno EUROMED per il differenziamento in osteoblasti di cellule staminali mesenchimali
• Terreno EUROMED per il differenziamento in adipociti di cellule staminali mesenchimali.

Vantaggi rispetto allo stato dell’arte e alla concorrenza
L’esigenza di eliminare del tutto l’FBS (o, in generale, siero) nei terreni di proliferazione e differenziamento cellulare è necessaria al fine di evitare possibili contaminazioni di origine animale, causa di immunogenicità.
• I terreni serum free non sono presenti nei cataloghi della concorrenza, con eccezione di due aziende U.S.
• E’ possibile condurre studi di trapianto cellulare su animali senza rischio di reazioni avverse, causa presenza di siero animale nei terreni standard

Settori di applicazione
• Laboratori di Biologia Cellulare
• Trapianto d’organo
• Laboratori di medicina rigenerativa
• Studio in vitro di tossicità dei farmaciMercato

Mercato di riferimento
Il mercato di riferimento correlato all’utilizzo dei terreni per cellule staminali, includendo anche quello dei fattori di crescita, ha un CAGR del 50% con fatturati, a livello europeo di 88 milioni di euro nel 2009. Il mercato USA per gli stessi prodotti è stato, nel 2009, di 236 milioni di euro.
Si prevede che l’ipotizzato futuro utilizzo di tali terreni nel trapianto autologo (allotrapianto) permetterà di raggiungere, nel 2016 un valore di mercato di circa 1.6 bilioni di euro (20% del mercato globale della terapia cellulare).

Per saperne di più
Euroclone SpA
+39.040.3755411 _ info@euroclone.it _ www.euroclone.it
 
 

Oncologia molecolare: grazie al vostro 5×1000, al via un Programma di ricerca unico in Italia

Grazie al 5 per mille, al via cinque nuovi progetti a completamento del Programma di Oncologia Clinica Molecolare
Un Programma imponente e unico in Italia, che coinvolge 48 istituzioni, 105 unità operative e 910 ricercatori

Per il Friuli Venezia Giulia partecipa il Laboratorio Nazionale Consorzio Interuniversitario Biotecnologie – LNCIB di Trieste con il gruppo di ricerca guidato dal prof. Giannino Del Sal

 Il 5 per mille è uno strumento rivoluzionario che permette ai cittadini italiani di scegliere in maniera diretta le proprie priorità di finanziamento nei confronti del terzo settore.

Una migliore cura del cancro è l’obiettivo maggioritario che i contribuenti hanno indicato, nell’ambito della ricerca scientifica, con la loro firma su centinaia di migliaia di dichiarazioni dei redditi. A questa scelta è seguito uno slancio senza pari nel mondo della ricerca oncologica, chiamato insieme ad AIRC all’immensa responsabilità di rispondere in tempi brevi al compito che gli è stato affidato.

Per rispondere alle attese delle oltre 1.200.000 persone che con la loro scelta chiedono ad AIRC cure più efficaci contro i tumori, l’Associazione ha ideato, a fine 2009, un grande programma scientifico con obiettivi clinici di cruciale interesse, da raggiungere entro cinque anni dall’inizio degli studi. I revisori, esclusivamente stranieri, che hanno valutato i progetti hanno stabilito che dieci meritavano di essere finanziati: cinque hanno potuto partire già dal mese di aprile – perché vi era la copertura finanziaria – mentre gli altri cinque sarebbero stati avviati non appena si fossero resi disponibili i fondi già annunciati dai Ministeri competenti, sulla base della scelta dei cittadini italiani.

Oggi quei fondi sono arrivati, permettendo ad AIRC di completare il finanziamento dei programmi selezionati nell’ambito del primo bando, targato 5 per mille 2010. I responsabili di questi straordinari programmi di ricerca sono la migliore testimonianza di ciò che il 5 per mille ha permesso e permetterà di costruire.

Si è così sviluppato in pochi mesi un Programma che in Italia non ha precedenti: coinvolge quasi 1000 medici e ricercatori e 48 istituzioni su tutto il territorio nazionale e prevede un investimento complessivo di 120 milioni di euro. Ne deriveranno non soltanto risultati clinici che potranno fare la differenza per i pazienti, ma anche una nuova generazione di oncologi clinici molecolari: medici che sapranno offrire ai malati di tumore le cure più avanzate grazie alla partecipazione diretta alla migliore ricerca di laboratorio.

Ciascuno dei cinque nuovi progetti porta una chiave innovativa diversa:

Il progetto di Giannino Del Sal del LNCIB di Trieste si concentra sui carcinomi alla mammella e in particolare su un tipo di tumore al seno, detto “triplo negativo”, tra i più aggressivi e metastatizzanti e quindi associato a recidive. Il team di ricercatori coordinati da Del Sal si impegnerà a tradurre in termini applicativi i progressi che recentemente ha prodotto nel comprendere la biologia di questi tumori. La squadra che Del Sal mette in campo copre l’intera filiera dalla ricerca di base alla sperimentazione clinica, coinvolgendo biologi, bioinformatici, farmacologi, oncologi medici e patologi, per trasformare le conoscenze acquisite in applicazioni utili a curare il cancro. Il progetto di Del Sal coinvolge 10 unità operative e 88 ricercatori

Per Ruggero De Maria dell’Istituto Superiore di Sanità (Roma), la possibilità di sfruttare l’esperienza sulle cellule staminali dei tumori del polmone e del colon per riprodurre in laboratorio i tumori dei pazienti permetterà di valutare le potenzialità terapeutiche dei nuovi farmaci e di identificare in anticipo i pazienti che beneficeranno di ciascuna terapia. Con le 10 unità di ricerca – 125 persone – De Maria ha cercato di raccogliere le expertise più sinergiche per il progetto tenendo anche in considerazione l’aspetto geografico, in modo che fosse più facile interagire e formare un centro oncologico virtuale, con database comuni e un laboratorio centralizzato per le analisi molecolari più sofisticate.

 Le 11 unità di ricerca (83 persone) che fanno capo al progetto di Pier Paolo Di Fiore dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano sfruttano un metodo già acquisito che permette di isolare le cellule staminali del tumore della mammella, quindi ora è possibile avviare un programma di studi che utilizzi le cellule staminali nella diagnosi e terapia dei tumori.

Le unità coinvolte hanno competenze di oncologia molecolare di base, oncologia clinica e chirurgica, epidemiologia, anatomia patologica, genomica, progettazione di studi clinici e farmacologia.

Alberto Mantovani della Fondazione Humanitas per la Ricerca di Rozzano (Milano) si propone di utilizzare la comprensione dei meccanismi molecolari e cellulari del sistema immunitario contro il cancro per mettere a punto metodi diagnostici e terapie migliori per i tumori. In particolare di quelli ematologici, leucemie e linfomi: storicamente, i maggiori progressi nella lotta al cancro sono stati ottenuti prima in queste malattie, che costituiscono una sorta di ‘apri-pista’ per i tumori solidi. Questa scelta parte dalla convinzione che leucemie e linfomi siano un ottimo punto di partenza per la messa a punto di nuovi metodi diagnostici e terapeutici, estendibili successivamente anche agli altri tipi di tumori.

Al progetto collaborano 7 unità operative, con 83 ricercatori.

 Il progetto di Pierfrancesco Tassone dell’Università Magna Graecia (Catanzaro) coinvolge 7 unità di ricerca con 78 persone e ha un obiettivo molto ambizioso: sviluppare terapie innovative per due importanti neoplasie ematologiche, il mieloma multiplo e la leucemia linfatica cronica, attraverso l’interferenza con uno dei meccanismi più importanti di regolazione della proliferazione e della sopravvivenza cellulare, i microRNA. Il progetto si avvale delle più avanzate strategie nanotecnologiche per la veicolazione dei farmaci molecolari sviluppati dal gruppo. L’obiettivo finale è il trasferimento dei prodotti della ricerca in studi clinici in pazienti affetti da queste importanti malattie oncoematologiche.

«Il treno che abbiamo fatto partire – commenta il presidente di AIRC Piero Sierra -  è un treno che corre ad alta velocità. In questo caso la velocità è commisurata alla qualità della ricerca e del metodo che è stato richiesto: l’interdisciplinarietà, un requisito che dovrà generare, entro la durata del progetto, nuove conoscenze molecolari in oncologia e dovrà trasferirle alla clinica, nelle aree della diagnosi, della prognosi, della terapia e anche della prevenzione dei tumori».

Continuando sulla metafora del treno, Sierra sottolinea che la distanza da percorrere è lunga e quindi occorrono altri “treni” che possano raggiungere obiettivi più lontani sfruttando la velocità della ricerca. Nelle intenzioni di AIRC vi è quella di far partire, nel gennaio del 2011, un altro bando, tanto più che è possibile contare su di un meraviglioso capitale umano.

C’è grande urgenza di accorciare il divario esistente tra la nostra attuale possibilità di curare – che negli ultimi 30 anni si è quasi raddoppiata – e l’incidenza dei nuovi casi di cancro che, anche per effetto della tempestività dei nuovi metodi diagnostici, risulta essere in crescita.

Oggi i nostri ricercatori hanno dimostrato concretamente quanto vale l’apporto del 5 per mille, ma sappiamo che solo pochi giorni fa questo programma è stato drasticamente ridimensionato in Parlamento.

Il presidente Sierra conclude sottolineando che AIRC e la comunità della ricerca sul cancro si augurano che il 5 per mille sia immediatamente riconfermato nella stessa entità degli anni passati.

La valutazione delle ricadute socio economiche dei progetti di ricerca in FVG

La valutazione delle ricadute socio economiche dei progetti di ricerca in FVG
Se ne parla alla IX Conferenza annuale del Coordinamento Regionale degli Enti di Ricerca
Chiuderà i lavori l’Ass. regionale Roberto Molinaro

 Martedì 30 NOVEMBRE 2010

AREA Science Park, Padriciano 99 – Trieste Centro Congressi

> Info e iscrizioni online

Tracciare il profilo di un’organizzazione attiva in ricerca, formazione e trasferimento tecnologico ed evidenziare le potenzialità attuali e future della capacità di competere sul mercato sono i principali obiettivi della Mappatura del Capitale Intellettuale e del Profilo Dinamico degli Enti di ricerca del Friuli Venezia Giulia. Nell’ottica di un sistema scientifico che vede protagonisti ricercatori, aziende, enti di ricerca e Autorità locali, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha promosso uno strumento di monitoraggio, condiviso con le stesse istituzioni scientifiche, che evidenzi il capitale di conoscenze rappresentato dal loro insieme e ne valorizzi le competenze in chiave di sviluppo territoriale.

La Conferenza sarà l’occasione per approfondire i primi risultati emersi dalla Mappatura delle istituzioni scientifiche del Friuli Venezia Giulia e per presentare il modello di analisi delle ricadute socio economiche dei progetti di ricerca, elaborato dal Gruppo di lavoro Social Sciences and Humanities del Coordinamento regionale.

PROGRAMMA

9.30 RegistrazioneChair: Cristina Serra, Giornalista scientifico
9.45 Giancarlo Michellone, Presidente di AREA Science Park e del Coordinamento regionale degli enti di ricerca“L’importanza delle metodologie per valorizzare l’attività degli Enti di ricerca”

 

10.00 Enzo Moi, Direttore Generale di AREA Science Park “L’individuazione del modello per l’indagine sperimentale e l’estensione al contesto regionale
10.20 Domenico Tranquilli, Direttore dell’Agenzia regionale del lavoro La Mappatura del Coordinamento: condivisione e primi risultati
10.40 Massimo Parovel, Direttore del Conservatorio di musica G. Tartini di Trieste“Le ricadute socio economiche dei progetti di ricerca: un possibile modello di analisi”

 

11.00 Andrea Toma, Responsabile Assistenza tecnica, formazione e innovazione Fondazione Censis Roma “La valutazione dei sistemi di ricerca in un’ottica di scambio aperto e di confronto competitivo”

 

11.20 Alessio Ancaiani, Segreteria tecnica CNVSU – Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario – MIUR “Il sistema informativo a supporto delle metodologie di valutazione del CNVSU”

 

11.40 Roberto Molinaro, Assessore regionale all’istruzione, università, ricerca, famiglia, associazionismo e cooperazione –  Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia“Le prospettive future della Mappatura degli Enti di ricerca regionali”

 

 

 

 

Enti di ricerca: mappatura delle istituzioni e definizione delle potenzialità di business

30 novembre 2010
IX Conferenza annuale Coordinamento Enti di Ricerca:
la Mappatura del Capitale Intangibile delle istituzioni scientifiche e accademiche: buone prassi e metodologie a confronto
Centro Congressi AREA Science Park – Padriciano, 99 – Trieste

Tracciare il profilo di un’organizzazione attiva in ricerca, formazione e trasferimento tecnologico ed evidenziare le potenzialità attuali e future della capacità di competere sul mercato sono i principali obiettivi della Mappatura del Capitale Intellettuale e del Profilo Dinamico degli Enti di ricerca del Friuli Venezia Giulia.

Sono questi i temi cui è dedicata la IX Conferenza annuale del Coordinamento regionale, che si terrà il 30 novembre prossimo presso il Centro Congressi di AREA Science Park.
La Conferenza sarà l’occasione per approfondire i primi risultati emersi dalla Mappatura delle istituzioni scientifiche del Friuli Venezia Giulia e per presentare il modello di analisi delle ricadute socio economiche dei progetti di ricerca, elaborato dal Gruppo di lavoro Social Sciences and Humanities del Coordinamento regionale.

Tra i relatori dell’incontro ci sarà l’Assessore regionale all’istruzione, università, ricerca, famiglia, associazionismo e cooperazione Roberto Molinaro.

> Info e Registrazione Online

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“Joint in Cina per la triestina Tbs Group” attiva in AREA Science Park

Fiammata in Borsa di Tbs Group, gruppo specializzato nell`ingegneria clinica con sede nell`Area Science Park.
La società guidata da Diego Bravar, sbarcata sei mesi fa all`Aim, il mercato di Borsa italiana dedicato alle piccole e medie imprese, ha chiuso ieri con un balzo del 12,69%.

La performance (nell`ultimo mese il titolo ha guadagnato il 14%), arriva dopo l`annuncio che Tbs Group ha sottoscritto un accordo preliminare di joint venture in Cina.

Tbs Group ha siglato la joint con Cmic Ltd (China National Medical Device Corporation Limited) per la costituzione
di una newco finalizzata a offrire in Cina servizi di ingegneria clinica in outsourcing.

Cmic appartiene al gruppo Sinopharm Group, che rappresenta una delle più rilevanti realtà industriali farmaceutiche cinesi -affermano a Trieste- con un fatturato 2009 superiore ai 6,5 miliardi, ed è specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione su larga scala di apparecchiature biomediche in Cina. In particolare, anche in virtù della sua struttura organizzativa, è incaricata dal Governo di fornire tutte le attrezzature mediche necessarie in caso di catastrofi o calamità naturali.
Non appena completato l`iter amministrativo, volto a ottenere tutte le necessarie autorizzazioni da parte
delle autorità cinesi, verrà costituita la Newco denominata Sinopharm Tbs Beijing Clinical Engineering Co.
Ltd., che si prevede diventerà operativa entro la fine dell`anno in corso.
La newco, con sede a Pechino, verrà costituita con una partecipazione paritaria dei due soci e un capitale sociale
iniziale di 10 milioni di rewimbi (circa 1 milione di euro).
«L`accordo ha grandi potenzialità industriali – ha dichiarato Diego Bravar, presidente e Ceo – e si basa
da una parte sullo specifico know how di Tbs Group nel settore dell`ingegneria clinica, certificato anche
dalla sua leadership europea e dall`altra sulle elevate competenze tecnologiche e la capillare conoscenza
del mercato da parte del partner cinese.
Le nostre ambizioni infatti, puntano soprattutto a una presenza qualificata e duratura in un Paese
che registra da tempo forti tassi di crescita».

Con sede nell`Area Science Park di Trieste e un fatturato 2009 di 158,4 milioni di euro, Tbs Group è presente attraverso numerose consociate in 12 paesi – Arabia Saudita, Austria, Belgio, Francia,
Germania, India, Inghilterra, Italia, Olanda, Portogallo, Serbia e Spagna – avvalendosi di circa 1.700 addetti,
di 25 centri di competenza specialistici e di oltre 300 laboratori on site collegati a più di 1.000 ospedali.

Articolo a cura di tratto da Il Piccolo - http://www.ilpiccolo.it

EUROPEAN MARITIME DAY in Spagna: il Friuli Venezia Giulia fra i protagonisti

Ieri a Gijon in Spagna
AREA Science Park ha presentato 2 iniziative di successo
all’appuntamento europeo dedicato al settore marittimo.

 

La 3a edizione dello European Maritime Day, meeting di presentazione dei cluster marittimi e delle politiche europee ad essi dedicati, in programma oggi a Gijon, città nel Nord della Spagna, vede in prima fila il Friuli Venezia Giulia con le confinanti regioni di Slovenia e Croazia grazie a STARNETregio,  progetto promosso nell’ambito del 7° Programma Quadro. L’iniziativa, che nasce da una partnership tra AREA (coordinatore del progetto), Consorzio per l’Alta Ricerca Navale-RINAVE, Fincantieri, l’Agenzia Nazionale Slovena per l’Innovazione e l’Agenzia di Sviluppo Territoriale di Fiume, sarà illustrata dal Project Manager Marcello Guaiana del Servizio Trasferimento Tecnologico di AREA Science Park. STARNETregio ha l’obiettivo di rafforzare le relazioni internazionali delle realtà transfrontaliere che operano nel settore della nautica da diporto e della cantieristica.

Nell’occasione sarà presentato come esempio di best practice anche Ditenave, il Distretto Tecnologico Navale del Friuli Venezia Giulia. Nato con l’obiettivo di supportare la competitività tecnica ed economica nei settori della cantieristica navale e della nautica da diporto della regione, il Distretto vuole stimolare la ricerca scientifica e tecnologica, sostenere la crescita delle imprese attraverso innovazioni di prodotto/processo e supportare, grazie alla stretta collaborazione col Polo Formativo dell’economia del mare, il potenziamento dell’offerta formativa rivolta a tutte le figure professionali del settore.

Scoperto nuovo gene coinvolto nella sclerosi multipla

Ricercatori del Cnr hanno individuato, in collaborazione con colleghi delle Università, di centri di ricerca e di alcune cliniche ospedaliere della Sardegna, una variazione del Dna che predispone alla malattia.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Genetics, è stata condotta analizzando oltre sei milioni di marcatori genetici.

Passo in avanti fondamentale nella conoscenza della sclerosi multipla, la malattia causata dal Scoperto nuovo gene coinvolto nella sclerosi multipla

processo auto­distruttivo con cui il nostro apparato immunitario aggredisce la mielina, la guaina con funzioni isolanti fondamentale per la conduzione dell’impulso nervoso e per il funzionamento delle cellule del sistema nervoso centrale.

Grazie ad un consorzio di ricerca sardo formato dall’Istituto di neurogenetica e neurofarmacologia (Inn) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dalle Università di Cagliari e Sassari, dalle aziende ospedaliere di Cagliari, Sassari e Ozieri, e dal CRS4 (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna), è stata identificata una variazione del gene CBLB che aumenta il ischio di sviluppare la malattia. La ricerca “Variants within the immunoregulatory CBLB gene are associated with multiple sclerosis” è stata pubblicata sulla rivista Nature Genetics e rientra nello studio di associazione dell’intero genoma Gwas­Genome wide association study, condotto su 883 pazienti e 872 volontari sani, tutti sardi.

> Continua
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La parola ad un ricercatore: la storia di Gabriele M, emigrante italiano di nuova generazione

Ho chiesto ad un ricercatore di parlarci della sua storia: lo spunto è nato dagli spot promozionali di una banca.
(leggi qui) Stavolta l’intento non è “raccontare-la-solita-storia-del-povero-ricercatore-all’estero“.
Lo scopo è raccogliere i 2 punti di vista sul ruolo economico di entrambi gli attori in un periodo di crisi (nei prossimi giorni, daremo la parola ad un imprenditore) per raccontarvi poi una bella storia lunga 10 puntate..
Buona lettura!

“Sono Gabriele Malengo, emigrante italiano di nuova generazione”

Sono un ricercatore, uno dei tanti emigranti italiani di nuova generazione.
Mi ritengo uno tra i fortunati. Subito dopo la laurea il mio relatore mi “spedì” negli USA dove in pochi mesi conobbi una realtà industriale e accademica molto dinamica. Rientrai poi in Italia, in un diverso laboratorio, in uno dei pochi istituti di eccellenza italiani dove svolsi un dottorato internazionale di buon livello. Ora lavoro in Germania come post-doc. Anche con la consapevolezza che alcune fondazioni bancarie aiutano la ricerca in Italia, lo spot linkato in questo sito mi ha davvero irritato.

La riflessione proposta qui sul rischio per il ricercatore, però, è stimolante.

Partiamo da un neo-laureato italiano che decida di esplorare nuove opportunita´di ricerca. Si trattera´ di trovare il laboratorio giusto, magari al’estero, dove fare un dottorato di ricerca (3-4 anni), un gruppo in cui il capo sia in grado di seguire e di stimolare e dove ci sia una linea di ricerca tale da portare ad almeno una pubblicazione di discreto livello. Se tutto è andato per il meglio il nostro dovrà ora cercare un altro laboratorio, meglio se in una città o nazione diversa, dove fare ricerca come post-doc per qualche anno (5 in media). Qui la cosa si fa più complicata, si tratterà di trovare un progetto che possa portare non solo a buone pubblicazioni ma anche a diventare un ricercatore indipendente. Non basterà quindi seguire le orme del proprio capo ma bisognerà da subito vedere delle prospettive anche nel lungo periodo.

Dopo il post-doc sarà il momento di trovare un istituto con buone infrastrutture, che dia la possibilità di costruire un proprio laboratorio. Naturalmente il ricercatore dovrà anche trovare finanziamenti esterni scrivendo grant proposals nazionali e internazionali. Questo livello è spesso chiamato junior group leader e solitamente prevede di nuovo un contratto a tempo determinato. Il group leader dovra´ selezionare buoni collaboratori a cui affidare progetti che portino a risultati e numerose pubblicazioni entro 5 anni. Se anche qui tutto va bene il nostro finalmente raggiungerà una posizione con contratto a tempo indeterminato (professore o simili) e un certo prestigio scientifico.

Dov’è il rischio? 13-15 anni a tempo determinato spesi in città o nazioni diverse senza nessuna certezza che ogni passo funzioni visto che è intrinseco nella ricerca che non sempre quello che si cerca si trova. Nel frattempo si invecchia e si diventa a ogni passaggio meno appetibili (anche se di questo non ho mai capito il motivo) per un salto nell´industria. Tutto questo nella realta´europea.

In Italia si rischia di più o di meno? Ammettiamo che il nostro neo-laureato voglia restare nel suo paese. In Italia, escludendo pochi istituti, spesso dottorato e post-doc sono fatti nello stesso laboratorio dove ci si è laureati e piano piano, in anni di contratti scadenti si accumulano “punti” che si spera un giorno porteranno a una posizione permanente da ricercatore. Questo però, di solito, non vuol dire aprire un proprio laboratorio ma continuare a lavorare per il proprio primissimo mentore.
Per quanto anche da questo sistema si siano sviluppate eccellenze scientifiche, anche solo per la naturale specializzazione che ne consegue, il pericolo è quello di non essere mai esposti a sufficienti stimoli da creare una linea di ricerca davvero indipendente. Il rischio per l´individuo e´piuttosto ovvio, se per qualunque ragione la posizione da ricercatore non arriva, la possibilita´di trovare un nuovo lavoro e´ ormai scarsa e si resta precari “a vita”. Anche perchè, in Italia, le realtà industriali pronte ad assorbire un ricercatore sono in numero incredibilmente basso.

L´Italia investe nella ricerca solo l´1-1,1% del PIL e si era impegnata, insieme agli altri paesi UE, a raggiungere il 3% entro la fine del 2010. La media europea e´ di quasi il 2%, la Germania sta sul 2.5%, i paesi scandinavi anche piu´su.

Veniamo allo spot, che ha irritato me e almeno altre 650 persone, quelle che si sono iscritte in 3 giorni a un gruppo che ho fondato su facebook per contestarlo. Claudio va dal suo capo americano vestito in giacca e cravatta, non si vedeva in un laboratorio sin dai film americani degli anni 50, quelli con gli scienziati atomici contro gli insettoni giganti mutati dalle radiazioni. Claudio torna in Italia, evidentemente vuole lavorare in una universita´ visto che vuole “portare tutto quello che ha imparato, in Italia, nella sua citta´”, immagino dunque per trasmetterlo alle nuove generazioni. Claudio non deve fare uno dei pochissimi concorsi da ricercatore, di solito banditi ad personam per chi ha sofferto quindici anni con contratti scadenti. Claudio, 33 anni, e´ direttamente a capo di un suo laboratorio, con tanto di misterioso gorgogliante liquido rosa nella stanza dei microscopi, e miracolosamente una fetta di quello scarso e ambitissimo 1% di fondi tocca proprio a lui, puo´ comprare strumentazione innovativa e fare gioire il suo amico.
Indimenticabile il dialogo “Sembra di stare in America” “Sai che ti dico, e´ pure meglio”. Claudio dunque non si deve confrontare con i processi di selezione inefficaci dell´universita´italiana ne´ con la mancanza o i misteriosi meccanismi di assegnazione di fondi. Ha preso il rischio e ora puo´continuare a provarci. Beh, e´ questo che ha irritato me e tanti colleghi. In Italia Claudio non potrebbe continuare a provarci.

Questo mi piacerebbe avere dal mio paese, la possibilita´ di provarci, anche in Italia anche nel posto dove sono cresciuto, che ha speso soldi per la mia formazione e che mi ha dato tanto in termini di istruzione e cultura.

E´evidente che si puo´essere felici e di successo in un paese straniero ma mi pare davvero triste una realta´ in cui si puo´ essere felici e di successo SOLO in un paese straniero.

Gabriele Malengo.

Cervelli in fuga? In Friuli Venezia Giulia invece arrivano sempre di più!

Un sistema scientifico e accademico attrattivo,
sia a livello nazionale che internazionale, quello del Friuli Venezia Giulia.

È quanto emerge dall’ultima indagine – “ Mobilità della conoscenza ” - condotta dal Coordinamento degli Enti di ricerca FVG che ha monitorato i flussi di mobilità in entrata di ricercatori e studenti.  

Dai dati, riferiti al 2008, emerge che il numero totale di ricercatori e studenti stranieri è pari a 8411, il 57% dei quali costituito da studenti iscritti a corsi di laurea di primo livello e il restante è da suddividersi tra visiting professor (15%), ricercatori (12%) e studenti di laurea di secondo livello, dottorandi, docenti, post – doc e studenti di master (16%).

L’indagine mostra negli anni un aumento progressivo di presenze dall’estero nelle istituzioni del sistema scientifico e accademico regionale, con 1500 ingressi in più registrati rispetto al 2005.  

I dati raccolti fotografano anche una grande diversificazione per quanto riguarda le aree geografiche di provenienza: dall’A frica all’Australia, dall’Europa all’Asia e all’America. L’indagine conferma la tradizionale attenzione dei Centri di ricerca del Friuli Venezia Giulia verso i Paesi emergenti, in particolare, Cina e India. Si conta, inoltre, un numero elevato di ricercatori e studenti provenienti dall’U nione Europea in particolare dei Paesi Centro-orientali. Restano invece costanti gli scambi di mobilità con il continente africano e con quello americano, nello specifico con i Paesi del Centro-Sud America.
L’indagine, inoltre, presenta per la prima volta le differenze di genere nelle diverse categorie di entrata, rilevando che in generale studenti e ricercatori stranieri incoming sono principalmente di sesso maschile, con un’unica eccezione: gli iscritti a corsi di laurea di secondo livello per il quale si registre una considerevole predominanza femminile.
Hanno partecipato all’indagine 25 istituzioni scientifiche e accademiche del Friuli Venezia Giulia: AREA di Ricerca, Sissa, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine, ICGEB,ICTP, CBM, Sincrotrone Trieste, CISM, CNR – IC, CNR INFM-TASC, CNR INFM – Democritos, Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Tartini”, Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini”, Friuli Innovazione, CRO, CSF, Fondazione Scientifica “Rino Snaidero”, ICS/UNIDO, IGA, INAF, INFN, INFORMEST, OGS, Science Centre Immaginario Scientifico.

Percezioni sensoriali: uno studio della SISSA ribalta 20 anni di ricerche sulla trasmissione dei segnali

Nelle percezioni sensoriali a essere coinvolto è anche il nucleo delle nostre cellule

Si chiamano Paolo Codega e  Diana Bedolla  i giovani autori dello studio della Sissa coordinato da Vincent Torre.
Di seguito riportiamo l’articolo uscito oggi sul quotidiano ”Il Piccolo” .

“Un uomo vede una bella donna. Un bambino mangia un gelato. Un anziano si spaventa per un rumore improvviso. Sono eventi sensoriali che hanno in comune un processo biologico ben preciso e regolato: la trasduzione dello
stimolo, che da sonoro, visivo o gustativo si trasforma in impulso elettrico destinato al cervello.
Ogni stimolo che ci colpisce, infatti, funge da innesco per reazioni a catena che terminano con la produzione
di una piccola corrente elettrica, la quale arriva in parti specifiche del cervello a segnalare che qualcosa sta accadendo.
Stimolo, trasduzione del segnale e, poi, risposta adattativa dell`organismo sono rapidissimi, svolgendosi in meno di
un secondo, e di solito riguardano – o così almeno si credeva – la membrana della cellula e il suo
citoplasma, cioè il “corpo” cellulare che racchiude il nucleo.
Uno studio della Sissa di Trieste (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) effettuato in collaborazione con
l`Università di Pisa e l`Università di Cambridge (UK) ha rovesciato questa credenza condivisa dalla comunità scientifica, ponendo le basi per un cambiamento di paradigma scientifico.

Studiando la trasduzione dei segnali luminosi il team guidato da Vincent Torre, neurobiologo della Sissa, ha infatti scoperto che l`intero processo non interessa solo le parti più esterne della cellula fotorecettore ma coinvolge
anche il nucleo.

Leggi tutto l’articolo 
    
    tratto da “Il Piccolo” – a cura di CRISTINA SERRA

Oggi parliamo con.. Daniele Gulic: “Impresa e Ricerca: un conflitto di interessi?”

Questo blog è aperto alle opinioni e commenti degli attori del sistema dell’innovazione. La loro esperienza e la loro visione possono essere ottimi spunti di discussione e valutazione.
Oggi “ospitiamo” Daniele Gulic, imprenditore di Udine con un’esperienza passata in Università.
Di cosa ci parla? Ovvio: del rapporto fra impresa e ricerca.

IMPRESA E RICERCA: UN CONFLITTO D’INTERESSI?
di Daniele Gulic

Quando si parla di innovazione, ricerca, sviluppo tecnologico ed integrazione nel mercato, gli attori coinvolti sono sempre le Imprese e gli istituti scientifici quali Università, Centri di ricerca e Laboratori di ricerca.

Ma chi deve o può ricoprire i ruoli che stanno alla base della contrattazione economica?
Chi sviluppa materialmente i servizi ed i prodotti, chi porta realmente sul mercato il prodotto di nuova concezione, chi sviluppa la parte scientifico-teorica afferente al servizio o prodotto e chi si occupa di diffondere la conoscenza di tali elementi?

La situazione ideale prevede un collegamento bidirezionale tra Impresa ed Istituto scientifico, ma il più delle volte ci si ritrova semplicemente con un calderone di “facenti attività” scoordinato, male assortito ed improduttivo.

Oltre alla parola “innovazione”, utilizzata il più delle volte per “moda” o per farsi concedere finanziamenti su base progettuale approvata, cosa si intende quando diciamo che bisognerebbe fare “sistema”? Semplicemente distribuire i compiti, individuare le competenze specifiche e coordinare l’attività dei soggetti coinvolti, sia essa produttiva che puramente scientifica.

Il concetto è sicuramente elementare ma nonostante tale evidenza si fa ancora molta difficoltà (oppure con troppa facilità) ad individuare i soggetti realmente competenti.
In questa confusione concettuale gli Istituti di Ricerca buttano giù le scialuppe di salvataggio e cercano di remare per raggiungere terra senza mai aver visto il mare o un’imbarcazione, arrivando poi sul mercato impreparati, per niente competitivi ed assolutamente improduttivi per il sistema ITALIA.

Provate, ad esempio, a parlare di azioni di marketing con uno Spin Off Universitario i cui docenti e collaboratori afferenti ad un Dipartimento di Ateneo, validissimi dal punto di vista didattico e di ricerca, non comprendono il significato di registrazione marchio, prodotto o brevetto e al momento di far valere l’economicità del proprio creato non riescono a dare una collocazione territoriale o semplicemente di fascia di mercato.

Quindi per quale motivo vengono attivati?
Per accedere a fondi privati d’impresa con i quali sostenere i Dipartimenti interni alle Università.
Ed il risultato qual è? Si “sporca” il nome dell’impresa italiana e si crea una concorrenza sleale andando ad offrire servizi a costi relativamente bassi poiché frutto dello sfruttamento studentesco.

E l’impresa perché non riesce ad accedere a quei finanziamenti “dedicati” agli Istituti di ricerca?
Ci sono sempre più realtà dove i soci afferenti alle nuove start up ospitate all’interno di Parchi Scientifici e Tecnologici escono da 10-15 anni di attività all’interno del comparto universitario e che in simbiosi con persone dedite esclusivamente alle attività imprenditoriali, portano sul mercato il loro background e la loro esperienza con la speranza di applicare e rendere tangibile la ricerca “segreta” condotta durante il periodo accademico.

Perché gruppi di lavoro imprenditoriali, con curriculum accademici che fanno “spavento” pure a docenti di nuova leva, non hanno la possibilità di attingere a risorse che vengono poi “realmente” convertite in servizi o prodotti utili al mercato italiano ed internazionale, accrescendo la nostra competitività?

Ritorniamo alla definizione dei ruoli.
L’impresa è il soggetto preposto all’azione di produzione, marketing, vendita ed assistenza ed inoltre può dare ausilio alle attività di ricerca e sviluppo andando ad informare gli Istituti, dediti a tale attività, sulle reali necessità produttive. Gli Istituti di ricerca, dall’altra parte, devono condurre e promuovere l’attività di ricerca e sviluppo, ma con l’idea di arrivare alla definizione di un servizio o prodotto utile al mercato oppure scientificamente valido tale da portare a se gli “Investitori” pronti a concedere sostentamento economico.

Per tali soluzioni non sono necessarie grandi menti, ma una grande volontà per la definizione dei ruoli.
TUTTI non possono fare TUTTO e la presunzione porta al crollo del nostro sistema economico.   

Daniele Gulic
CIO – Responsabile Divisione IT
DerMap S.r.l.
www.dermap.com

Favoriamo l’ingresso di ricercatori stranieri aTrieste

Incontro promosso da Welcome Office Trieste in accordo con l’Assessore Rosolen
Collaborazione tra Prefettura, Questura, Provincia di Trieste e le istituzioni scientifiche per migliorare le procedure di ingresso dei ricercatori stranieri

La procedure di ingresso in Italia per motivi di ricerca scientifica, scaturite dalla nuova legge nazionale entrata in vigore lo scorso luglio, sono state al centro di un incontro promosso dal Welcome Office Trieste con i funzionari della Questura, della Prefettura e dello Sportello del Lavoro della Provincia di Trieste.

Per una città come Trieste, l’argomento assume grande rilevanza, visto l’alto numero di ricercatori che ogni anno arrivano dall’estero per periodi più o meno lunghi di studio e lavoro.
Le nuove procedure, infatti, mirano a snellire e facilitare l’iter di ingresso per tutti quei talenti che scelgono la regione Friuli Venezia Giulia come destinazione di studio o ricerca, andando così a risolvere le questioni, sollevate più volte, legate ai tempi e alle modalità di rilascio del permesso di soggiorno.
L’incontro è servito, inoltre, ad affrontare altre importanti tematiche correlate, quali il permesso di soggiorno per motivi di studio, la possibilità di conversione in permessi di lavoro e infine il ricongiungimento familiare.

L’Assessore regionale al lavoro, università e ricerca, delegato alle pari opportunità e politiche giovanili, Alessia Rosolen, si è dimostrata particolarmente sensibile a tali problematiche ed ha coinvolto il Questore di Trieste, Francesco Zonno, nella ricerca di soluzioni condivise per la migliore applicazione della nuova normativa sul nostro territorio.

L’incontro è dunque il risultato di tale collaborazione e ha rappresentato un momento di scambio di informazioni per il personale coinvolto nella gestione pratica delle richieste per il l’ingresso e il soggiorno di studenti e ricercatori stranieri, rafforzando così la preziosa collaborazione e il dialogo costruttivo tra le istituzioni del Welcome Office Trieste e le Autorità Pubbliche.

Il Welcome Office, promotore dell’incontro, è stato costituito nell’ambito delle attività del Coordinamento degli enti di ricerca regionali sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Protocollo d’Intesa sottoscritto dal Comune di Trieste con le istituzioni scientifiche e accademiche della città.

Enti di Ricerca del Friuli Venezia Giulia: cosa succede in giugno?

1) Venerdì 5 giugno, Convegno “Focus Innovazione, l’innovazione vale il rischio: una sfida culturale”, Sala Convegni Friulia, via Locchi 21/b, Trieste Il Convegno, promosso dall’Associazione Industriali di Trieste, si terrà venerdì 5 giugno a partire dalle ore 10.30 presso la Sala Convegni Friulia, via Locchi 21/b. L’evento sarà l’occasione per fare una sintesi dell’attività svolta dalla Commissione Innovazione dell’Associazione Industriali di Trieste e del suo impegno per la diffusione delle idee innovative attraverso progetti concreti di collaborazione pubblico-privata. L’evento vedrà anche la partecipazione dell’Assessore regionale al lavoro, università e ricerca, delegato alle pari opportunità Alessia Rosolen. Per maggiori informazioni il sito web di riferimento è: http://www.assindustria.trieste.it/

2) Sabato 6 giugno, Open Day Si avvicina l’appuntamento con l’Open Day 2009 di AREA science Park. Sino a giovedì 4 giugno è ancora possibile prenotarsi per i percorsi 2009 della giornata a porte aperte per visitare i laboratori dell’AREA Science Park, dell’OGS a Borgo Grotta Gigante, dell’Osservatorio Astronomico e del Centro Didattico Naturalistico di Basovizza. All’ormai tradizionale programma di visite nei luoghi in cui il sapere scientifico e gli sviluppi tecnologici prendono vita, l’edizione Open Day 2009 aggiunge il connubio Scienza e Arte. Tra le novità di quest’anno, infatti, la presenza di musicisti e di artisti che accompagneranno con le loro opere l’intera giornata. Inoltre, laboratori del gusto, con degustazioni guidate a carattere scientifico-didattico di prodotti tipici locali e un percorso polisensoriale. Non mancheranno anche in questa edizione spazi ludico-didattici riservati ai bambini. Per maggiori informazioni il sito web di riferimento è: http://www.area.trieste.it/openday

3) Martedì 9 giugno, incontro “Genetica: geni, gusto e crimini”, c/o Camera di Commercio di Trieste, Piazza della Borsa, 14, Trieste Si terrà martedì 9 giugno, a partire dalle ore 17.30, presso la Sala Maggiore della CCIAA di Trieste, la seconda “conversazione” del ciclo organizzato dal Centro di Biomedicina Molecolare (CBM) e Il Piccolo per parlare, in modo rigoroso ma anche semplice ed affascinante, di nanomedicina, genetica e medicina personalizzata, toccando anche il settore della nutrizione e del gusto. I relatori dell’incontro, Paolo Gasparini (Università degli Studi di Trieste, IRCCS Burlo Garofolo, CBM), Pio d’Adamo (IRCCS Burlo Garofolo, CBM) e un rappresentante dell’Arma dei Carabinieri del RIS di Parma, accompagneranno il pubblico in un interessante viaggio attraverso le caratteristiche genetiche, la percezione e la preferenza per i sapori, fino alle indagini del servizio di investigazioni scientifiche. Coordinerà la conversazione la giornalista scientifica del Piccolo, Cristina Serra. Per informazioni ed iscrizioni: comunicazione@cbm.fvg.it  http://www.cbm.fvg.it/news/129

4) Giovedì 11 giugno, incontro “KeYtoNature Technology Transfer Day”, ore 9.00, Conference Hall, C1, AREA Science Park, Padriciano 99, Trieste Lo sviluppo della Biodiversity Informatics e della biologia molecolare hanno portato alla generazione di nuovi, affidabili e versatili strumenti di tipo interattivo e/o molecolare per l’identificazione degli organismi. Ciò rappresenta un contributo importante per l’implementazione di applicazioni innovative nel settore sanitario (patogeni umani), in agricoltura (parassiti), nella pesca (infezioni in maricultura), nell’industria alimentare e farmaceutica (microfunghi) fino al controllo delle dogane (rispetto delle leggi che regolano i flussi di importazione ed esportazione). Questi nuovi strumenti d’identificazione possono infatti essere utilizzati per monitorare l’efficacia delle strategie di conservazione della natura, per definire il valore della biodiversità di una regione/area, per attività di biomonitoraggio (rilevamento di inquinanti e delle modifiche di ecosistemi vulnerabili o specie invasive) e per studi di Valutazione di Impatto Ambientale. L’evento sarà l’occasione per presentare alcuni casi di successo che dimostrano come queste applicazioni possano diventare un vero e proprio Decision Support System in ambito agricolo-forestale, ambientale, alimentare, sanitario e dei controlli doganali. Per maggiori informazioni potete consultare la seguente pagina web: http://www.area.trieste.it/opencms/opencms/area/it/informa/eventi/2009/event_0160.html  

5) 18-19 giugno, Convegno AIDB (Associazione Italiana Documentalisti Brevettuali) “La documentazione brevettuale per la Competitive Intelligence”, C1, AREA Science Park, Padriciano 99, Trieste Giovedì 18 e venerdì 19 giugno, presso il nuovo Centro Congressi di AREA Science Park di Trieste, si terranno l’Assemblea Annuale dei Soci ed il Convegno Nazionale 2009 di AIDB, sul tema “La documentazione brevettuale per la Competitive Intelligence”.
Il Convegno AIDB 2009 si pone perciò l’obiettivo, da un lato, di offrire agli specialisti della ricerca documentale e della proprietà industriale spunti di riflessione sulla loro attività e, dall’altro, di attirare l’attenzione del mondo professionale, imprenditoriale ed istituzionale sul brevetto come fonte informativa indispensabile per la Competitive Intelligence. La partecipazione al Convegno è gratuita ed aperta a tutti, previa registrazione (è disponibile l’apposito modulo), nei limiti dei posti disponibili.
Per informazioni e iscrizioni: info@aidb.it  http://www.aidb.it  

6) 18-21 giugno, “I primi dieci anni ce li siamo giocati 1999-2009” Immaginario Scientifico, riva Massimiliano e Carlotta 15, Grignano, Trieste Il 21 giugno prossimo, il Science Centre Immaginario Scientifico (IS) – il museo della scienza interattivo e multimediale del Friuli Venezia Giulia – festeggia i suoi primi 10 anni di apertura della sede di Trieste. Per l’occasione l’Immaginario Scientifico organizza una kermesse di quattro giorni dedicata a scienza, natura e divertimento: oltre all’ingresso libero alle diverse esposizioni museali, i festeggiamenti prevedono la trasformazione dello spazio antistante il museo in un vero e proprio “giardino scientifico”, accessibile a tutti, senza barriere architettoniche e affacciato sul mare della splendida Baia di Grignano. La manifestazione è rivolta a tutti, in modo particolare ai giovani e alle famiglie, e vuole essere un modo per festeggiare insieme al pubblico l’importante traguardo dei 10 anni di attività, attraverso le modalità che fin dalla sua nascita hanno contraddistinto il Science Centre: interattività, gioco, curiosità e scoperta. Per maggiori informazioni il sito web di riferimento è: http://www.immaginarioscientifico.it

“KeY to Nature” Technology Transfer Day: DNA ‘Barcoding’ e altre applicazioni di successo

KeYtoNature Technology Transfer Day
L’identificazione rapida di organismi:  dalla ricerca alle applicazioni industriali
Conference Hall Nuovo Centro Congressi
AREA Science Park – Padriciano 99 – Trieste
Giovedì 11 giugno ore 9.00

Lo sviluppo della Biodiversity Informatics e della biologia molecolare hanno portato alla generazione di nuovi, affidabili e versatili strumenti di tipo interattivo e/o molecolare per l’identificazione degli organismi.

Tutte le specie conosciute hanno nomi scientifici univoci, un prerequisito per una comunicazione significativa, condivisa ed efficace sia nel campo scientifico che in quello sociale. In molti settori, però, l’identificazione di un organismo può essere problematica. Le nuove chiavi interattive sono efficaci e possono essere usate anche da non specialisti. Inoltre, per alcuni tipi di organismi, i dati molecolari permettono confronti automatizzati, ad esempio utilizzando l’approccio del DNA ‘Barcoding’.

Lo sviluppo attuale e futuro di questi strumenti rappresenta un contributo importante per l’implementazione di applicazioni innovative nel settore sanitario (patogeni umani), in agricoltura (parassiti), nella pesca (infezioni in maricultura), nell’industria alimentare e farmaceutica (microfunghi) fino al controllo delle dogane (rispetto delle leggi che regolano i flussi di importazione ed esportazione).

Questi nuovi strumenti d’identificazione possono essere utilizzati per monitorare l’efficacia delle strategie di conservazione della natura, per definire il valore della biodiversità di una regione/area, per attività di biomonitoraggio (rilevamento di inquinanti e delle modifiche di ecosistemi vulnerabili o specie invasive) e per studi di Valutazione di Impatto Ambientale.

La giornata vuole contribuire al consolidamento di percorsi e “passerelle” tra industria ed accademia.

L’evento presenterà alcuni casi di successo che dimostrano come queste applicazioni possano diventare un vero e proprio Decision Support System in ambito agricolo-forestale, ambientale, alimentare, sanitario e dei controlli doganali.

In allegato l’invito alla giornata e il programma, ringraziando per la diffusione che ne darete al vostro interno e a quanti possono essere interessati.

E’ consigliata l’iscrizione online al seguente indirizzo: infodesk@tbassociati.it  

Per maggiori informazioni: tel. 040.3755780/5287, fax 040.3755789.

Competizione internazionale? “Occorre puntare sulle ‘competenze distintive’”!

Coordinamento Enti di ricerca del FVG:
un nuovo accordo e obiettivi condivisi

Il Coordinamento degli Enti di Ricerca (CER) del Friuli Venezia Giulia si rafforza con un accordo rinnovato tra gli enti coinvolti, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Ministero degli Affari Esteri e il MIUR - Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Punto qualificante della attività del Coordinamento nei prossimi quattro anni sarà, tra l’altro, la mappatura delle istituzioni scientifiche regionali, che consentirà di avere un quadro esauriente qualitativo e quantitativo di competenze, capitale umano, attività e progetti in corso, presupposto essenziale per una programmazione sinergica e l’attivazione di forti collaborazioni.

Occorre puntare sulle ‘competenze distintive’ – ha sottolineato Giancarlo Michellone, presidente di AREA Science Park che coordina il CER – che sono il vero punto di forza nella competizione internazionale.
AREA, per esempio, ha individuato le proprie nel trasferimento tecnologico, nella gestione della formazione e nella selezione e promozione delle imprese e dei laboratori del parco scientifico, con i loro risultati, prodotti e tecnologie. Se questo sforzo di analisi e valorizzazione saremo capaci di estenderlo a tutto il sistema della ricerca regionale, le ricadute potranno essere importanti”.

Filo conduttore della Conferenza tenutasi nella mattinata, con la partecipazione dell’ Assessore regionale al lavoro, università e ricerca, Alessia Rosolen, sono state le sfide dettate dall’attuale quadro economico internazionale, che rendono sempre più importante la rete degli attori locali e delle alleanze strategiche internazionali, la creazione di valore non puramente finanziario, la compenetrazione tra processi di innovazione, produzione, ricerca e apprendimento.

> Ulteriori informazioni

AREA Live: la conferenza annuale del Enti di Ricerca del Friuli Venezia Giulia

E’ appena terminata la Conferenza annuale degli Enti di ricerca regionali presso il nuovo Centro Congressi di AREA Science Park.
Interessantissima opportunità per discutere di tematiche concrete e per stimolare  un confronto diretto del Sistema scientifico regionale con studenti, ricercatori e giovani imprenditori.

Ora tutti i partecipanti avranno la possibilità di partecipare all’atteso seminario sul tema “How to leverage researchers’ talent for economic growth”, a cura del prof. Mark Coticchia, Vice President for Research and Technology Management della Case Western Reserve University di Cleveland – Stati Uniti (inizio alle ore 15 presso la SISSA)

Di seguito alcune fra le numerose personalità a livello internazionale intervenute sul tema, oltre ad Alessia Rosolen, Assessore regionale al lavoro, università e ricerca, delegato alle pari opportunità e politiche giovanili – Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, al Presidente di AREA Giancarlo Michellone, e a Ciro Franco, Responsabile Ufficio Coordinamento e Internazionalizzazione degli Enti di ricerca regionali – AREA Science Park

Paola Bertolissi, Direzione generale occupazione, affari sociali e pari opportunità, Unità Italia, Romania e Malta – Commissione Europea, Maria Cristina Pedicchio, Membro dell’ERAB – European Research Area Board (Commissione Europea), Mark Coticchia Vice President for Research and Technology Management Case Western Reserve University, Vincenzo Zezza, Dirigente Centro di Competenza “Politiche industriali per l’impresa” IPI – Istituto per la Promozione Industriale
Salvatore Orlando, Direttore Generale della Programmazione Nazionale e Comunitaria della Regione Calabria, “Il rapporto tra Ministero e Regioni per il sostegno della competitività territoriale” – Fabrizio Cobis, Direzione Generale per il Coordinamento e lo Sviluppo della Ricerca – MIUR e un referente del Ministero degli Affari Esteri – MAE

A presto per ulteriori news.

VIII Conferenza Enti Pubblici di Ricerca del FVG

Per ricercatori e studenti stranieri: al via Welcome Office Trieste

Al via Welcome Office Trieste, porta d’ingresso per ricercatori e studenti di tutto il mondo
Un ufficio in centro storico e un sito internet internazionale

Nasce dalla precisa volontà di migliorare fortemente la loro accoglienza Welcome Office Trieste, inaugurato questa mattina in via Capitelli 960 A, nei locali messi a disposizione dall’ ERDISU, che ha un tassello fondamentale nel sito internet dedicato in lingua inglese, vero snodo iniziale delle informazioni.

Welcome Office Trieste è parte integrante del progetto International House, finanziato dalla Regione FVG nell’ambito del Accordo per il coordinamento dei Centri di ricerca nazionali e internazionali, degli Atenei e dei Parchi scientifici e tecnologici presenti nel Friuli Venezia Giulia.
L’iniziativa è stata inoltre sviluppata nell’ambito del Protocollo d’Intesa del Comune di Trieste.

Se l’obiettivo generale è creare una rete di servizi integrati volti a potenziare ulteriormente la capacità di attrazione internazionale nei confronti di risorse umane qualificate,  Welcome Office Trieste si occuperà, in particolare, di dare assistenza alle istituzioni accademiche e scientifiche (prima della partenza e durante il soggiorno in città di studenti e ricercatori stranieri) sulle problematiche dell’accoglienza. Fornirà informazioni precise e aggiornate su procedure e adempimenti burocratici, agevolando la soluzione di problemi, prima e durante il soggiorno.

Informazioni “pre-arrival”
Le notizie utili prima della partenza saranno accessibili attraverso il sito internet www.welcomeoffice.trieste.it: il visto d’ingresso in Italia (come ottenerlo, i documenti necessari, ecc); la richiesta del permesso di soggiorno (la tempistica, i documenti richiesti, gli uffici preposti, ecc); l’iscrizione anagrafica; la sistemazione temporanea (alberghi e altre tipologie di strutture ricettive in città, ecc) e per lunga durata; la copertura sanitaria (il Servizio Sanitario Nazionale, l’assicurazione sanitaria privata, ecc); le patenti straniere (validità in Italia, riconoscimento o conversione, ecc); il codice fiscale italiano (a cosa serve, come richiederlo,ecc);  notizie generali sulla vita a Trieste.

Informazioni durante il soggiorno in città
Studenti e ricercatori stranieri potranno rivolgersi allo sportello Welcome Office per ottenere ulteriori indicazioni rispetto a quanto riportato sul sito web dedicato e, inoltre, per la ricerca di un alloggio, per corsi di lingua italiana, notizie su eventi e manifestazioni in città e in regione e altro ancora.

I partner dell’iniziativa Welcome Office sono:
CBM – Consorzio per il Centro di Biomedicina Molecolare
Conservatorio di musica Giuseppe Tartini
Consorzio per l’AREA di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste
ERDISU – Ente regionale per il diritto e le opportunità allo studio universitario
ICGEB – International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology
ICTP – The  Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics
INFN Trieste – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Sezione di Trieste
MIB -  School of Management
OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale
SISSA – International School for Advanced Studies
Sincrotrone – ELETTRA Synchrotron Light Laboratory
Università degli Studi di Trieste
UWCAd – United World College of the Adriatic

Welcome Office Trieste: porta di ingresso per ricercatori

 Venerdì 8 maggio ore 11.00
Sala Convegni Hotel Urban, via Androna Chiusa 4 – Trieste

> In anteprima, ecco il sito web che sarà presentato
    fra 20 minuti alla stampa:
   
http://www.welcomeoffice.trieste.it/

Welcome Office Trieste, è il nuovo Ufficio di accoglienza per ricercatori e studenti provenienti da tutto il mondo.
Una risposta concreta per fornire tutte le informazioni che le migliaia di giovani qualificati in arrivo ogni anno in città devono conoscere in merito agli aspetti burocratici, logistici e di utilità per la vita quotidiana.

Oltre ad una sede fisica in centro città, tassello fondamentale del Welcome Office è il sito internet dedicato in lingua inglese, che sarà il vero snodo iniziale delle informazioni. Il sito e i servizi personalizzati del nuovo sportello saranno presentati in una conferenza stampa alla quale parteciperanno l’Assessore regionale al Lavoro, Università e Ricerca, delegato alle Pari Opportunità e Politiche Giovanili Alessia Rosolen e l’Assessore all’Educazione, Infanzia, Giovani, Università e Ricerca del Comune di Trieste Giorgio Rossi.

Welcome Office Trieste è parte integrante del progetto International House, finanziato dalla Regione FVG nell’ambito del Accordo per il coordinamento dei Centri di ricerca nazionali e internazionali, degli Atenei e dei Parchi scientifici e tecnologici presenti nel Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa è stata inoltre sviluppata nell’ambito del Protocollo d’Intesa del Comune di Trieste.

Presenteranno il “Welcome Office Trieste”, che vede la collaborazione delle principali istituzioni accademiche e di ricerca triestine, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e con la partecipazione del Comune di Trieste:

Giancarlo Michellone, Presidente di AREA Science Park

Marco Vascotto, Presidente dell’Ente regionale per il diritto e le opportunità allo studio

universitario – ERDISU di Trieste

Al termine della conferenza stampa sarà inaugurato l’Ufficio Welcome Office Trieste, situato in via Capitelli 960 A, nei locali messi a disposizione dall’ ERDISU.

I colleghi giornalisti sono invitati a partecipare.

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