“Morte Scalfaro: Twitter batte nuovamente i nuovi media”.
Quanti di noi l’hanno scritto, fra ieri e oggi?
Ma io credo che – alla fin fine – solo i meno lucidi e i più superficiali, ci credano veramente,
dopo il primo momento di “social entusiasmo”.
Mi spiego: proviamo ad immaginare una
gara di velocità fra un uomo e una macchina.
Chi vince? Beh, dipende dallla lunghezza del tragitto:
se fosse di 3 centimetri? ;)
Senza pretese di accademicità, un’informazione ha valore quando coesistono almeno questi parametri:
- completezza (dire “c’è stato un qualche incidente al Nord” non è informazione)
- veridicità (ok, è banale, ma deve essere aderente alla verità, ciò è chiamo informazione)
- tempestività (dire “è morto Elvis” non è informazione.. ma è morto? Vabbè ;) )
- credibilità ..
… credibilità: ma che vuol dire nel mondo social?
Vi faccio un esempio, leggi questo scambio avuto su Twitter.
Utente XY: “terremoto a napoli”
gabrielepersi “adesso?”
Utente XY: “si si”
gabrielepersi “dove l’hai letto?”
Utente XY: “su twitter”
gabrielepersi “si ma.. da chi?”
Utente XY: “un tizio”
gabrielepersi “si ma.. cavolo! Lo conosci?”
Utente XY: “buh, non ricordo, ma non dico bugie, l’ho letto”
Se io – preso dalla foga – avessi condiviso (tecnicamente: retwittato)?
Oppure se l’avesse scritto in rapidità un utente che gode della mia credibilità e l’avessi retwittato?
E qualcun altro – che mi ritiene affidabile – l’avesse a sua volta… ed infine..
Impossibile?
Beh, ieri per Twitter Adele era morta (vabbè discorso lungo),
qualche mese fa lo era Paolo Villaggio (ah, povera ANSA che ci era cascata)..
Una brava giornalista (non trovo il post) giustamente ieri spiegava che twitter batte sul tempo ANSA perché ANSA – per fortuna – deve avere il tempo per verificare. Vero (dopo le cantonate per Villaggio, direi ;)
Ma non è solo un problema di verifica.
E’ anche una questione di tipologia di informazione:
quella dell’ANSA (che ormai prendo ad esempio come media tradizionale) la definirei ora “informazione a blocchi“,
quella dei socialmedia “informazione destrutturata“.
Da un lato, l’informazione di un portale, per quanto esistano quelle simpatiche iconcine sotto, sarà condivisibile sui social, ma non sarà sociale. Un blocco di contenuto da portare in giro, insomma, e al massimo arricchire.
Dall’altro lato, l’informazione sui socialcosi è un processo simile ad un telefono senza fili: ogni utente co-crea l’informazione, con tutti i pro e contro del caso.
Quindi? Meglio l’elefante-ANSA o la farfalla-Twitter?
Nessuno dei due, in realtà, vince il duello.
Finchè l’elefante si interstardisce nel provare a volare
e la farfalla vuol sopportare presuntuosamente il mondo sulle sue spalle,
non solo nessuno dei 2 vince. Ma entrambi rischiano di perdere.
Quando invece si accetteranno per come sono,
e proveranno a costruire (almeno all’interno di un singola testata giornalistica)
un sistema di social-RELAZIONE (e poi informazione) adeguato,
avremo il migliore dei mondi (dell’informazione) possibili.
Quante cose da dire, in merito..
PS Dieci minuti fa, dopo un’attenta analisi, ho scoperto a cora si riferiva il “terremoto a Napoli”
… al caos dei tifosi napoletani in partenza per una partita di calcio ;-)
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bravo Gabriele, hai detto in modo chiaro che le due modalità di comunicazione coesistono e che hanno/danno anche percezioni diverse: velocità l’una ed autorevolezza l’altra. Per twitter a volte ho l’impressione che siano sovrainformazione e ridondanza.
Grazie Donatella! :-)