Stiamo mandando in stampa il report sulle Azioni Strategiche di AREA (2010-2012) nel prossimo triennio.
Nonostante sia rivolto agli addetti ai lavori, solitamente è una lettura di interesse per tutti gli interessati a verificare come un ente come il nostro si pone concretamente nei confronti del momento economico attuale.
Fa parte di una serie di report che illustrano in totale trasparenza: chi siamo, dove vogliamo andare, come vogliamo agire, quante ricadute e benefici possiamo portare nel tessuto economico di un territorio, quanto e come spendiamo e come ci facciamo ad autofinanziare, ed infine il grado di efficacia (anche economico) delle nostre attività e dell’utilizzo delle nostre competenza distintive.
In anteprima vi riporto (copio-incollo) la premessa al Piano Strategico.
“Scenario di crisi e di sfida“
Il Consorzio per l’AREA di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste (di seguito indicato brevemente come AREA) gestisce da una parte il Parco Scientifico e Tecnologico – che rappresenta la sua attività iniziale - dall’altra parte le attività strategiche e operative nel trasferimento tecnologico e nella formazione imprenditoriale e per la Pubblica Amministrazione, la costruzione di reti e partnership a livello nazionale e internazionale, oltre che il coordinamento degli Enti di Ricerca presenti sul territorio regionale.
Lo scenario del prossimo triennio non si presenta favorevole a causa della crisi economica e finanziaria che si sta sviluppando a livello mondiale.
Le ripercussioni sui sistemi delle imprese, della ricerca e della formazione in Italia sono crescenti e possono sconvolgere alla base il mondo imprenditoriale e quello scientifico che, come noto, hanno carenze strutturali e organizzative cumulate nel tempo.
Si richiede un ripensamento profondo e tempestivo di entrambi i sistemi poiché è molto probabile che le usuali risorse disponibili restino scarse e in diminuzione nei prossimi anni.
La sfida della ricerca, in particolare, è di fare di più con meno.
Il che significa fare una ricerca migliore e, soprattutto, una sua migliore gestione strategica ed operativa, per ottenere maggiori ritorni dai risultati della ricerca con finanziamenti tendenzialmente minori.
Si richiedono, perciò, ad ogni Ente di Ricerca, due interventi contemporanei:
- rigoroso contenimento dei costi e snellimento delle strutture organizzative con la focalizzazione
sulle competenze distintive proprie di un’organizzazione e con la terziarizzazione delle competenze standard,
cioè di quelle diffuse e reperibili all’esterno a costi minori;
- acquisizione di nuove fonti di finanziamento con la valorizzazione dei punti di forza.
I due interventi debbono essere supportati da cinque azioni basate su:
1) focus sulla finalizzazione della ricerca e sul trasferimento tecnologico,
realizzati e non solo dichiarati a parole;
2) diffusione rapida della cultura del risultato trasferibile all’utente finale.
I ritorni, per il mondo della ricerca, vanno misurati non solo in termini di crescita della conoscenza,
dell’immagine, della motivazione ad investire nelle attività di ricerca ed innovazione,
ma, anche e soprattutto, come ritorni economici ed occupazionali;
3) sviluppo di strumenti di pianificazione e controllo che:
– permettano “on real time” di correlare le attività di un’organizzazione di ricerca,
con le persone impiegate, i costi, i ricavi e i risultati;
- forniscano un insieme consistente di parametri aggiuntivi che, da diversi punti di osservazione,
consentano l’esame e la gestione di un’organizzazione e dei suoi risultati nel tempo.
I principali strumenti utilizzati da AREA sono:
il TQM (Total Quality Management), il piano strategico triennale, il Bilancio finanziario e quello economico,
il Bilancio del Capitale intellettuale, il Bilancio sociale ed il PDA.
4) netta distinzione fra ricerca per produrre conoscenza (o ricerca di base, non finalizzata)
e ricerca per produrre competitività (cioè ricerca finalizzata con sviluppo industriale, innovazione, ecc…).
I due tipi di ricerca differiscono in modo sostanziale per obiettivi, tipi di clienti, tipi di valutazioni,
parametri di valutazione e, soprattutto, per l’utilizzo dei loro risultati.
Quindi anche le politiche della ricerca con i relativi finanziamenti pubblici possono essere di tipo differente.
5) sviluppo e utilizzo di uno standard del Profilo Dinamico delle Attività (PDA) di Università ed Enti di Ricerca che:
– indica l’impegno delle risorse (persone e costi complessivi) suddivise fra le attività di: formazione,
ricerca per la conoscenza, ricerca per la competitività e loro gestione (strategica e operativa);
– correla le risorse utilizzate con quelle disponibili e con i risultati conseguiti in un dato periodo.
È nostra convinzione che non ci possa essere una politica della ricerca efficace ai vari livelli istituzionali,
se non è anticipata dall’acquisizione del PDA di un’organizzazione con le sue variazioni nel tempo.
Lo scenario sopra delineato e le relative conseguenze per la ricerca erano verificabili già da alcuni anni.
Il Consorzio per AREA Science Park ha subìto una riduzione dei ricavi del 17% nell’anno 2007 (gestione economica) ma è stato in grado di reagire con una riduzione di costi pari al 20% perché ha avviato azioni come quelle sopra enunciate. Nel 2008 i ricavi si sono riequilibrati (+17,3% rispetto l’anno precedente) con un incremento dei costi più contenuto (+13,4%).
Nel 2008 il Parco, nel suo complesso, ha aumentato i suoi ricavi da 130 M € a 150 M € e gli addetti sono cresciuti a 2439 contro i 2209 dell’anno precedente.
Si mantiene pertanto, per il prossimo triennio, l’obiettivo base: consolidamento e crescita dell’Ente.
Ne conseguono tre tipi di azioni strategiche:
1. azioni di miglioramento all’interno di AREA;
2. azioni di valorizzazione dei suoi punti di forza (valorizzazione anche economica e non solo a livello regionale);
3. parziale delocazione geografica del Parco.
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Per qualsiasi informazione o per richiedere l’invio dell’intero report è sufficiente inviare una email