Ti sei laureato utilizzando i brevetti come fonte di informazioni?

La documentazione brevettuale è una delle soluzioni più utilizzate come fonte di informazioni a supporto delle decisioni, in qualsiasi ambito.

Da oggi, per i laureati e i dottorati che l’hanno usata per la stesura della propria tesi, parte il Premio Nobile.
Un riconoscimento morale (ma anche economico) ai migliori elaborati, che di anno in anno crescono costantemente in quantità e qualità.
 
A chi si rivolge il Consorso?
A coloro che abbiano conseguito, da non più di due anni entro la data di scadenza del bando, la laurea magistrale, specialistica o del vecchio ordinamento o il titolo di dottore di ricerca presso un’università italiana senza limitazioni di età o cittadinanza.

Cosa si vince?
Il Premio prevede due diversi riconoscimenti:
- 3.000 € (al lordo delle ritenute fiscali di legge) per il Premio di laurea magistrale, specialistica o di vecchio ordinamento;
- 3.000 € (al lordo delle ritenute fiscali di legge) per il Premio di laurea per dottorato di ricerca.

La nuova edizione è appena partita: è possibile iscriversi entro e non oltre il giorno 8 aprile 2010.

> Scopri tutte le informazioni

Il 2010 di AREA: ci “metteremo tanta energia per risparmiare energia”

green ICT
Energia e innovazione in AREA

E’ un semplice e sciocco gioco di parole,
ma denota quella che è
una linea strategica ben precisa:
il 2010 di AREA Science Park sarà
dedicato al tema del
risparmio energetico.
Con progetti e soluzioni per
la qualità della vita e la competitività di imprese ed enti pubblici.

Sperimenteremo tecnologie in casa nostra,
(non conosci ancora il famoso cappotto attivo o le altre tecnologie?)


 
supporteremo le richieste per i finanziamenti pubblici,
(conosci per esempio il bando da 126 milioni di euro?)

supporteremo il loro utilizzo in altri edifici pubblici,
(non vi posso ancora raccontare niente! :)

personalizzeremo tutti gli eventi istituzionali su questo tema
(non ultimo, il nostro OpenDay, news a breve),

valorizzeremo i progetti per risparmio energetico,
(non solo i nostri progetti)

Proporremo come al solito le nostre soluzioni ad un pubblic molto vasto:
progetti e servizi per imprenditori,
ma anche per scuole e studenti.
Supporto ai ricercatori
e agli entri di ricerca
Azioni di valorizzazione di best practice
verso altri enti pubblici o verso gli enti di ricerca.
Proposte ai Ministeri competenti.
Piccoli e grandi esempi utili per tutti.

Partendo dai più piccoli.

Non solo in Friuli Venezia Giulia..

Tegnj ‘n sugnj: il “dietro le quinte” del work in progress di Basilicata Innovazione

Nooo, hai mandato in stampa con quel nome? Blocca tutto..”
“Ok, perfetto così..”

Basilicata Innovazione: una sfida affascinante

Sono solo due voci che escono dagli uffici di Trieste, dove stiamo preparando l’inaugurazione (news a giorni) di Basilicata Innovazione, l’iniziativa di AREA Science Park e Regione Basilicata nata per avviare un sistema stabile a supporto della competitività di imprese e gruppi di ricerca lucani.

In questi giorni infatti alcune fra le 26 persone lucane che lavoreranno in pianta stabile per il progetto sono in fase di “training by working” a Trieste: insomma, stiamo lavorando insieme su molti fronti (come dicevo, sono tutti molto ma molto bravi).

Alcuni di noi seguono la parte di comunicazione:
il primo giorno ci siamo bloccati sulla domanda.. quali sono i Valori da evidenziare?
E subito ci siamo accorti come il comune denominatore sia il concetto di contrasto: concretezza ma promessa, casi di successo triestini ma immedesimazione lucana, identità del Progetto ma identità di AREA.
Insomma: Sogno ma (nuova) realtà.

Vi assicuro che molti potrebbero cadere nel tranello, del tipo: “guarda, a Trieste facciamo così da 30 anni, abbiamo avuto questi casi di successo, quindi si fa così che va bene. Fidati” (“Fidati un corno“, ci risponderebbero all’istante)
Ma non puoi neanche non lanciare, velatamente, quelle che si chiamano “Promesse”.

Impossible? “No, sfruttiamo la ricchezza del Concetto di Contrasto grazie al Concetto di Trasparenza.”

“E allora, dichiariamo gli obiettivi di progetto, diciamo quali sono i benefici attesi a favore di imprenditori e ricercatori.”

Dai miei amici lucani, mi arriva il messaggio di una realtà ricca di valori e tradizione, di spunti e di idee.
Manca solo una miccia per la svolta, ma la scintilla deve essere reale, “non il solito bla bla bla“.

Non faremo sogni del tipo “I have a dream”
(o “Tegnj ‘n sugnj”, mi suggeriscono in uno dei dialetti lucani). 
Non faremo promesse del tipo “Yes, we can”.

Di questi, gli imprenditori lucani (come quelli di tutta l’Italia)
ne sono ormai pieni, credo..
Cercheremo di dare un unico messaggio “We’ll do it”.
Anzi, no!
Il messaggio sarà ”We’re doing it“.

Con la trasparenza che possiamo,
con la competenza che abbiamo,
con l’ascolto che vi dobbiamo.

Tutto questo l’abbiamo chiarito in una utilissima (nonchè apprezzatissima) cena in una trattoria slovena (l’internazionalizzione è un aspetto mooooolto importante, no?)
Poi siamo partiti, brochure e inviti cartacei sono già in fase di stampa.
Ah.. ovviamente: no agli effetti speciali nella grafica, contenuti concreti e mirati.

Ora vi lascio, abbiamo una riunione per il sito.
(a proposito, per l’immagine principale, qual è il giusto mix fra concretezza, immedesimazione lucana e il concetto di promessa? Forse abbiamo trovato una soluzione..

Ciao!

A Trieste una fiera dedicata a salute e qualità della vita di anziani e disabili: AREA coordinatore tecnico-scientifico

Offerta esclusiva di spazi espositivi grazie ad un accordo di AREA con la Fiera di Trieste

Dal 15 al 18 aprile 2010 si terrà a Trieste la prima edizione della Fiera “Domus Persona - La salute nella tua casa”, esposizione dedicata ai temi della qualità della vita delle persone fragili (anziani, disabili, etc.)

Le tematiche di questa prima edizione, suddivise in 8 aree espositive, riguarderanno sia soluzioni per una migliore qualità della vita negli spazi abitativi singoli o collettivi, sia sistemi per la prevenzione, l’assistenza, la cura e la riabilitazione.

Grazie all’accordo con AREA (coordinatore tecnico-scientifico del padiglione dedicato alle Tecnologie), le aziende più innovative del settore hanno l’opportunità di presentare i loro prodotti e prototipi ad un vasto pubblico.

Per informazioni, clicca qui

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Idee per risparmiare energia con semplici azioni quotidiane?

C’è un concorso europeo per studenti e scuole “virtuose”.
Guarda l’intervista di oggi (sul Buongiorno Regione del Friuli Venezia Giulia, ma vale per tutti)

Risparmio energetico: Radio24 parla della tecnologia sulle “pompe di calore” di AREA

La pompa di calore ad alta temperatura spiegata ad una intervista su Radio 24

Mr Kilowatt, la trasmissione di Radio 24 che racconta opportunità e soluzioni pratiche per ridurre lo spreco energetico, si occuperà di pompe di calore ad alta temperatura nella trasmissione in onda oggi alle 21.05 con replica domani alle 6.10.

A illustrare questa nuova tecnologia, che presto sarà sperimentata sugli edifici del parco scientifico e tecnologico di Trieste, il presidente di AREA, Giancarlo Michellone. 

> Ascolta l’intervista su Radio 24

Welcome Office: diventare regionale l’iniziativa promossa dal Coordinamento Enti di Ricerca del FVG

Il Coordinamento Enti Pubblici di Ricerca del Friuli Venezia Giulia, curato da AREA Science Park e promosso dall’Ente regionale, è impegnato quotidianamente per incrementare l’attrattività del sistema scientifico e accademico del territorio (proprio recentemente è stato individuato come una delle poche regione dove “i cervelli non sono in fuga, anzi“).

Lo scorso maggio il Coordinamento EPR ha promosso un progetto pilota, Welcome Office Trieste (nell’ambito del progetto International House), con l’obiettivo di accogliere ricercatori e studenti stranieri fornendo loro informazioni in merito alle opportunità di studio e ricerca, alle pratiche burocratiche, agli aspetti logistici e alle indicazioni di utilità per la vita quotidiana.

Da oggi, anche l’Università di Udine entra nel progetto, portando all’avvio di “Welcome Office Friuli Venezia Giulia”.
Con l’adesione dell’ateneo friulano a Welcome Office e la collocazione della sede del Welcome Office Udine presso il Punto informativo del Centro rapporti internazionali dell’ateneo di via Palladio n. 2 a Udine, il progetto sarà così esteso anche al territorio di Udine e provincia. È il risultato dell’incontro svoltosi oggi a Udine tra i rappresentanti di Welcome Office Trieste, dell’ateneo di Udine e delle istituzioni scientifiche udinesi.

«L’adesione dell’università di Udine a questa iniziativa – spiegano il rettore Cristiana Compagno e il delegato per l’Internazionalizzazione Alessandro Trovarelli – attribuisce al progetto un valore aggiunto, determinato dall’esperienza specifica maturata nel settore, messa a servizio di un sistema regione sempre più rivolto a forme di internazionalizzazione integrate».

 «Welcome Office Trieste ha riscosso sinora grande successo come dimostrano il costante aumento delle visite al sito web, circa 16.000, e le consulenze individuali, ben 150 nell’arco di circa sei mesi – spiegano Francesco Russo, vicepresidente di AREA e Ciro Franco, Responsabile Ufficio Coordinamento e Internazionalizzazione degli Enti di ricerca regionali –. Si è quindi rivelato essere una grande opportunità per incrementare l’attrattività del sistema scientifico e accademico del territorio e, allo stesso tempo, uno stimolo per ulteriori concrete sinergie tra le istituzioni, sinergie che, senza dubbio, aumenteranno con l’ingresso dell’ateneo friulano».

Abiti in Friuli Venezia Giulia? Da domani AREA è ospite di “Buongiorno Regione”, rubrica del TG regionale

Buongiorno Regione, la rubrica di approfondimento del TG del Friuli Venezia Giulia in onda dal lunedì al venerdì alle 7.30, dedicherà questa settimana tre appuntamenti a tecnologie, innovazioni e progetti sviluppati da AREA Science Park.  

Martedì 2 febbraio in compagnia di Manuela Masutti si parlerà di IUSES – Intelligent Use of Energy at School, il progetto europeo che promuove sensibilizzazione, educazione e uso intelligente delle fonti di energia tra studenti e insegnanti delle scuole superiori, progetto che vede AREA nel ruolo di coordinatore europeo. 

Mercoledì 3 febbraio il presidente di AREA, Giancarlo Michellone, illustrerà Enerplan, il piano per la produzione e l’uso efficiente dell’energia da applicare agli edifici del parco scientifico e tecnologico di Padriciano.

Giovedì 4 febbraio si parlerà di salute con il professor Burrone, responsabile del Laboratorio di Immunologia Molecolare dell’ICGEB, il cui team lavora alla sperimentazione del primo vaccino anti-linfoma tutto italiano

L’ABC per un futuro più sostenibile inizia da Padova: online il video vocabolario su Youtube

Oltre 100 tra privati cittadini, associazioni e imprese che hanno realizzato il Vocabolario per Padova Sostenibile & Responsabile disponibile online su YouTube

“Sìì il cambiamento che vuoi veder avvenire nel mondo”. Simbolicamente parte da qui, dall’invito di Gandhi a partecipare con piccoli gesti quotidiani alla trasformazione della società, la realizzazione del progetto “Il territorio padovano per la Sostenibilità & Responsabilità, promosso da Confservizi Veneto in collaborazione con Camera di Commercio di Padova e con il riconoscimento del Comitato Nazionale DESS dell’UNESCO. E a cogliere l’esortazione del grande “Mahatma” indiano sono stati in tanti, oltre 100 tra privati cittadini, associazioni e imprese che hanno collaborato alla realizzazione del “Vocabolario per Padova Sostenibile & Responsabile”.

CSR come valore per l’impresa pubbica e privata. “Paradossalmente la crisi economica globale è stata un’ottima opportunità per prendere coscienza del valore dell’agire responsabile” – afferma Nicola Mazzonetto, Direttore di Confservizi Veneto –. “Anche se i temi della responsabilità sociale e della sostenibilità sono arrivati tardi nelle istituzioni e nelle imprese prevedo uno sviluppo rapido – aggiunge Lamberto Toscani, Presidente di Confservizi Veneto -, perché le aziende, private o pubbliche che siano, devono pensare alla CSR (Corporate Social Responsability) non più in termini di costo sostenibile ma come una vera e propria strategia competitiva in grado di creare a lungo termine valore sia per l’impresa che per i suoi stakeholder, dal collaboratore al consumatore, passando dalla tutela dell’ambiente”.

Si comincia dall’Abc,. Sostenibilità e Responsabilità: due semplici parole che includono un mondo di  valori e significati legati alla possibilità ma soprattutto alla necessità per la società civile di guardare a un futuro più equo e armonioso, rispettoso del prossimo e delle risorse del pianeta, dove i concetti di etica e business smettono di fare a pugni tra loro per acquistare un nuovo concetto di sviluppo economico. Governare le grande trasformazioni è però difficile, consigliabile quindi muovere i primi passi  dall’Abc. E così hanno fatto i partecipanti al progetto “Il territorio padovano per la Sostenibilità & Responsabilità, al quale hanno partecipato AcegasAps, ETRA, Bacino Padova 2 e APS Holding, con la collaborazione di Gaiares, PR Consulting e la gestione del project manager Vittorio Baroni.

I 21 termini del vocabolario elaborati in ottica 2.0. Il vocabolario ha coinvolto diverse realtà padovane come ad esempio la Fondazione Città della Speranza, l’Associazione Down, il Comune e la Provincia di Padova, l’Antica Trattoria Ballotta dalla quale è nata la proposta dei prodotti a “Km0”. In un’ottica d’impresa 2.0 e utilizzando quindi social media come il blog, YouTube, Slideshare, Wordle e Facebook, hanno individuato insieme  21 parole utili a promuovere nel territorio un percorso di sensibilizzazione e diffusione dei concetti e dei valori chiave della Sostenibilità e della Responsabilità sociale: Ambiente, Benessere, Cittadinanza, Diritti, Equilibrio, Formazione, Governance, H2O, Innovazione, Limiti, Mobilità, Non profit, Opportunità, Partecipazione, Qualità, Responsabilità, Sostenibilità, Territorio, Unesco, Valutazione, Zero.

Il Vocabolario su YouTube, carta e tv. Il Vocabolario è realizzato in formato digitale e cartaceo  reperibile in forma cartacea presso gli uffici di Confservizi Veneto e CCIAA Padova. I video YouTube sono stati trasformati in un’inedita e originale edizione televisiva che, per tutto il mese di febbraio, andrà in onda su Telechiara nel TG Padova Sostenibile & Responsabile.

Le prossime iniziative. La redazione del Vocabolario è solo uno dei primi traguardi raggiunti  da Confservizi Veneto e Camera di Commercio Padova impegnati nel diffondere nel territorio padovano e in Veneto i concetti di Sostenibilità e Responsabilità sociale d’impresa.  Il prossimo obiettivo è quello infatti di coinvolgere i comuni del padovano serviti dalle aziende a loro associate. Visto il buon esito della recente esperienza, l’azione di promozione sarà sempre condotta utilizzando gli strumenti Internet 2.0.
Info: confserviziveneto@confserviziveneto.net  Tel. 049.8071777

Cervelli in fuga? In Friuli Venezia Giulia invece arrivano sempre di più!

Un sistema scientifico e accademico attrattivo,
sia a livello nazionale che internazionale, quello del Friuli Venezia Giulia.

È quanto emerge dall’ultima indagine – “ Mobilità della conoscenza ” - condotta dal Coordinamento degli Enti di ricerca FVG che ha monitorato i flussi di mobilità in entrata di ricercatori e studenti.  

Dai dati, riferiti al 2008, emerge che il numero totale di ricercatori e studenti stranieri è pari a 8411, il 57% dei quali costituito da studenti iscritti a corsi di laurea di primo livello e il restante è da suddividersi tra visiting professor (15%), ricercatori (12%) e studenti di laurea di secondo livello, dottorandi, docenti, post – doc e studenti di master (16%).

L’indagine mostra negli anni un aumento progressivo di presenze dall’estero nelle istituzioni del sistema scientifico e accademico regionale, con 1500 ingressi in più registrati rispetto al 2005.  

I dati raccolti fotografano anche una grande diversificazione per quanto riguarda le aree geografiche di provenienza: dall’A frica all’Australia, dall’Europa all’Asia e all’America. L’indagine conferma la tradizionale attenzione dei Centri di ricerca del Friuli Venezia Giulia verso i Paesi emergenti, in particolare, Cina e India. Si conta, inoltre, un numero elevato di ricercatori e studenti provenienti dall’U nione Europea in particolare dei Paesi Centro-orientali. Restano invece costanti gli scambi di mobilità con il continente africano e con quello americano, nello specifico con i Paesi del Centro-Sud America.
L’indagine, inoltre, presenta per la prima volta le differenze di genere nelle diverse categorie di entrata, rilevando che in generale studenti e ricercatori stranieri incoming sono principalmente di sesso maschile, con un’unica eccezione: gli iscritti a corsi di laurea di secondo livello per il quale si registre una considerevole predominanza femminile.
Hanno partecipato all’indagine 25 istituzioni scientifiche e accademiche del Friuli Venezia Giulia: AREA di Ricerca, Sissa, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine, ICGEB,ICTP, CBM, Sincrotrone Trieste, CISM, CNR – IC, CNR INFM-TASC, CNR INFM – Democritos, Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Tartini”, Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini”, Friuli Innovazione, CRO, CSF, Fondazione Scientifica “Rino Snaidero”, ICS/UNIDO, IGA, INAF, INFN, INFORMEST, OGS, Science Centre Immaginario Scientifico.

Sole24Ore NE: “Turchia: AREA non vende un prodotto, ma crea opportunità di business”

ASSE TURCHIA – TRIESTE

Per Malatya un incubatore da 8,3 milioni
dal Sole24Ore NE

“La Turchia, interlocutore privilegiato di Trieste nella rotta dei traffici intermodali, diventa un partner di rilievo anche sotto il profilo del trasferimento tecnologico.
Questa volta la sponda non è Istanbul, meta della maggior parte dei traghetti in partenza dallo scalo giuliano, ma la città di Malatya, nella parte orientale, dove ha sede un ateneo con 10 facoltà e 24mila studenti.
Proprio con l`università Inonu lo scorso 18 novembre il presidente del Consorzio per AREA Science Park, Michellone, ha siglato un accordo che prevede la creazione di un parco tecnologico con il quale i turchi puntano ad
agganciare le risorse del mondo accademico allo sviluppo delle imprese della regione.

Il progetto, che vale 8,3 milioni e vede AREA Science Park impegnata con 100mila euro, ritaglia al Consorzio giuliano la funzione di esportatore del know-how legato al raccordo tra le istituzioni della conoscenza e le imprese e allo
spin-off di nuove aziende ad altissimo valore aggiunto.
L`accordo riconosce ad AREA il ruolo di interlocutore privilegiato delle imprese italiane nella collaborazione con il Parco di Malatya e sancisce la promozione della collaborazione bilaterale.
Prevista anche un’azione finalizzata a ottenere alla piattaforma tecnologica in costruzione ulteriori finanziamenti Ue.
In pratica AREAnon si limita a “vendere” un prodotto, ma crea i presupposti perché imprese italiane possano creare opportunità di business con il tessuto economico della regione di Malatya.”

Voglio un lucano!

Qui all’estremo NordEst stiamo vivendo un periodo molto importante.
Sento l’aria che si respira all’avvio di una grande avventura: per chi non lo sapesse, la Regione Basilicata nei mesi scorsi ha chiesto ad AREA Science Park di supportare e gestire l’avvio nel proprio territorio di un sistema di innovazione, valorizzazione della ricerca e innovazione in impresa.
Con un accordo senza precedenti nel settore: un ente pubblico (locale) chiama un Parco Scientifico (a 1.008 km di distanza, per la precisione) chiedendogli di “fare da noi quello avete saputo fare bene in Friuli Venezia Giulia”.

Noi siamo ben consapevoli che la Basilicata non è il Friuli.
La Basilicata è un territorio con un sistema simile a quello nostro (una rete di PMI accanto ad ottimi centri di ricerca pubblici). Ma imprenditori, ricercatori.. insomma, tutti i lucani hanno una sensibilità, una cultura, un approccio alle cose assolutamente peculiare e affiscinante.

Per questo li ascolteremo, come nel 1997 abbiamo ascoltato gli imprenditori di Trieste o Udine.
Per questo andremo a casa loro, nelle loro imprese o nei loro laboratori, a capire come sostenere la loro attività.
Per questo, prima di tutto faremo un “openday” della nostra nuova sede a Potenza (verso metà febbraio, a breve news).

Pomeriggio definiremo le linee guida per l’ “immagine principale” del materiale promozionale.
E la domanda sarà: usiamo la “solita” immagine di un ricercatore, un paesaggio della basilicata, un particolare di una tecnologia..?

Insomma, in quale immagine potrebbe immedesimarsi meglio un imprenditore o ricercatore del posto?

Voglio un lucano.
Imprenditore o ricercatore.
(la lucana – cioè l’addetta alla comunicazione di Basilicata Innovazione) è già qui, nel mio ufficio ;)

Risparmio energetico: ultimi giorni per iscriversi al concorso European Energy Saving Award

 Il concorso organizzato all’interno del progetto IUSES – Intelligent Use of Energy at School coinvolge ben quattordici stati europei e si concluderà con l’incoronazione della scuola e dello studente energeticamente più efficienti d’Europa. Il progetto si fregia dell’alto patrocinio del Ministero dell’Istruzione dell’U niversità e Ricerca e del Ministero dell’Ambiente.

Iscrizioni entro il 31 gennaio 2010

IUSES – Intelligent Use of Energy of School è il progetto europeo organizzato nell’a mbito del programma Intelligent Energy Europe che coinvolge ben quattordici stati e che vede il parco scientifico di Trieste, AREA Science Park, nel ruolo di coordinatore europeo.
L’iniziativa vuole promuovere la sensibilizzazione, l’educazione e l’uso intelligente delle fonti di energia tra studenti e insegnanti delle scuole superiori.
Il premio non è rivolto solo a scuole superiori e classi che dimostrino di essere energicamente più efficienti: sono infatti inviati a partecipare anche singoli studenti che, attraverso la realizzazione di video, altre produzioni multimediali, piani per il risparmio energetico a casa, a scuola o elaborati che presentano un approccio sostenibile alla mobilità nella vita di tutti i giorni etc., diano sfogo alla loro creatività promuovendo il tema del risparmio energetico.
Lo European Energy Saving Award prevede due fasi:
- una prima nazionale
- una seconda europea

Il primo classificato di ogni Paese parteciperà alla competizione europea che incoronerà la scuola energeticamente più efficiente d’Europa o lo studente che dimostrerà di aver risparmiato più energia nella vita di tutti i giorni.

La cerimonia di premiazione finale si terrà a Trieste nel mese di ottobre 2010.
Scuole e singoli studenti interessati a partecipare devono compilare entro il 31 gennaio 2010 il modulo presente sul sito web http://www.iuses.eu/.

Vocabolario per Padova Sostenibile & Responsabile

Vocabolario Padova "Sostenibile & Responsabile"

Vocabolario Padova

“Per realizzare la sostenibilità, mi assumo le mie responsabilità!”

E’ questo lo slogan di un Progetto molto interessante e innovativo sviluppato a Padova e dintorni.

Lo seguo da un po’, anche perchè mi aveva favorevolmente colpito l’idea di usare la metafora del Vocabolario per promuovere valori sociali e sostenibili alla popolazione.
Un ottimo parallelo - anche se con obiettivi e target diversi - con il nostro Progetto di Alfabeto dell’Innovazione.

L’idea è che “Dipende anche da noi la possibilità di consegnare alle generazioni future un mondo rispettoso delle persone e dell’ambiente.
Questo vocabolario propone tanti piccoli suggerimenti per costruire insieme, fin da subito, uno sviluppo sostenibile e responsabile.”

> Scarica la locandina

> Maggiori info su http://sostenibileresponsabile.wordpress.com e http://vocabolario.wordpress.com/

Scenario di crisi e di sfida: il piano strategico di AREA Science Park (2010-2012)

Piano Triennale 2010 - 2012 (AREA)Stiamo mandando in stampa il report sulle Azioni Strategiche di AREA (2010-2012) nel prossimo triennio.
Nonostante sia rivolto agli addetti ai lavori, solitamente è una lettura di interesse per tutti gli interessati a verificare come un ente come il nostro si pone concretamente nei confronti del momento economico attuale.

Fa parte di una serie di report che illustrano in totale trasparenza: chi siamo, dove vogliamo andare, come vogliamo agire, quante ricadute e benefici possiamo portare nel tessuto economico di un territorio, quanto e come spendiamo e come ci facciamo ad autofinanziare, ed infine il grado di efficacia (anche economico) delle nostre attività e dell’utilizzo delle nostre competenza distintive.

In anteprima vi riporto (copio-incollo) la premessa al Piano Strategico.

“Scenario di crisi e di sfida
Il Consorzio per l’AREA di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste (di seguito indicato brevemente come AREA) gestisce da una parte il Parco Scientifico e Tecnologico – che rappresenta la sua attività iniziale - dall’altra parte le attività strategiche e operative nel trasferimento tecnologico e nella formazione imprenditoriale e per la Pubblica Amministrazione, la costruzione di reti e partnership a livello nazionale e internazionale, oltre che il coordinamento degli Enti di Ricerca presenti sul territorio regionale.

Lo scenario del prossimo triennio non si presenta favorevole a causa della crisi economica e finanziaria che si sta sviluppando a livello mondiale.
Le ripercussioni sui sistemi delle imprese, della ricerca e della formazione in Italia sono crescenti e possono sconvolgere alla base il mondo imprenditoriale e quello scientifico che, come noto, hanno carenze strutturali e organizzative cumulate nel tempo.
Si richiede un ripensamento profondo e tempestivo di entrambi i sistemi poiché è molto probabile che le usuali risorse disponibili restino scarse e in diminuzione nei prossimi anni.

La sfida della ricerca, in particolare, è di fare di più con meno.

Il che significa fare una ricerca migliore e, soprattutto, una sua migliore gestione strategica ed operativa, per ottenere maggiori ritorni dai risultati della ricerca con finanziamenti tendenzialmente minori.

Si richiedono, perciò, ad ogni Ente di Ricerca, due interventi contemporanei:
- rigoroso contenimento dei costi e snellimento delle strutture organizzative con la focalizzazione
  sulle competenze distintive
proprie di un’organizzazione e con la terziarizzazione delle competenze standard,
  cioè di quelle diffuse e reperibili all’esterno a costi minori;
- acquisizione di nuove fonti di finanziamento con la valorizzazione dei punti di forza.

I due interventi debbono essere supportati da cinque azioni basate su: 
1) focus sulla finalizzazione della ricerca e sul trasferimento tecnologico,
     realizzati e non solo dichiarati a parole;

2) diffusione rapida della cultura del risultato trasferibile all’utente finale.
     I ritorni, per il mondo della ricerca, vanno misurati non solo in termini di crescita della conoscenza,
     dell’immagine, della motivazione ad investire nelle attività di ricerca ed innovazione,
     ma, anche e soprattutto, come ritorni economici ed occupazionali;

3) sviluppo di strumenti di pianificazione e controllo che:
     – permettano “on real time” di correlare le attività di un’organizzazione di ricerca,
       con le persone impiegate, i costi, i ricavi e i risultati;
     - forniscano un insieme consistente di parametri aggiuntivi che, da diversi punti di osservazione,
        consentano l’esame e la gestione di un’organizzazione e dei suoi risultati nel tempo.
     I principali strumenti utilizzati da AREA sono:
     il TQM (Total Quality Management), il piano strategico triennale, il Bilancio finanziario e quello economico,
     il Bilancio del Capitale intellettuale, il Bilancio sociale ed il PDA. 

4) netta distinzione fra ricerca per produrre conoscenza (o ricerca di base, non finalizzata)
     e ricerca per produrre competitività (cioè ricerca finalizzata con sviluppo industriale, innovazione, ecc…).
     I due tipi di ricerca differiscono in modo sostanziale per obiettivi, tipi di clienti, tipi di valutazioni,
     parametri di valutazione e, soprattutto, per l’utilizzo dei loro risultati.
    Quindi anche le politiche della ricerca con i relativi finanziamenti pubblici possono essere di tipo differente.

5) sviluppo e utilizzo di uno standard del Profilo Dinamico delle Attività (PDA) di Università ed Enti di Ricerca che:
     – indica l’impegno delle risorse (persone e costi complessivi) suddivise fra le attività di: formazione,
       ricerca per la conoscenza, ricerca per la competitività e loro gestione (strategica e operativa);
     – correla le risorse utilizzate con quelle disponibili e con i risultati conseguiti in un dato periodo.
    È nostra convinzione che non ci possa essere una politica della ricerca efficace ai vari livelli istituzionali,
    se non è anticipata dall’acquisizione del PDA di un’organizzazione con le sue variazioni nel tempo.

Lo scenario sopra delineato e le relative conseguenze per la ricerca erano verificabili già da alcuni anni.
Il Consorzio per AREA Science Park ha subìto una riduzione dei ricavi del 17% nell’anno 2007 (gestione economica) ma è stato in grado di reagire con una riduzione di costi pari al 20% perché ha avviato azioni come quelle sopra enunciate. Nel 2008 i ricavi si sono riequilibrati (+17,3% rispetto l’anno precedente) con un incremento dei costi più contenuto (+13,4%).
Nel 2008 il Parco, nel suo complesso, ha aumentato i suoi ricavi da 130 M € a 150 M € e gli addetti sono cresciuti a 2439 contro i 2209 dell’anno precedente.

Si mantiene pertanto, per il prossimo triennio, l’obiettivo base: consolidamento e crescita dell’Ente.

Ne conseguono tre tipi di azioni strategiche:
1. azioni di miglioramento all’interno di AREA;
2. azioni di valorizzazione dei suoi punti di forza (valorizzazione anche economica e non solo a livello regionale);
3. parziale delocazione geografica del Parco.

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Per qualsiasi informazione o per richiedere l’invio dell’intero report è sufficiente  inviare una email

Percezioni sensoriali: uno studio della SISSA ribalta 20 anni di ricerche sulla trasmissione dei segnali

Nelle percezioni sensoriali a essere coinvolto è anche il nucleo delle nostre cellule

Si chiamano Paolo Codega e  Diana Bedolla  i giovani autori dello studio della Sissa coordinato da Vincent Torre.
Di seguito riportiamo l’articolo uscito oggi sul quotidiano ”Il Piccolo” .

“Un uomo vede una bella donna. Un bambino mangia un gelato. Un anziano si spaventa per un rumore improvviso. Sono eventi sensoriali che hanno in comune un processo biologico ben preciso e regolato: la trasduzione dello
stimolo, che da sonoro, visivo o gustativo si trasforma in impulso elettrico destinato al cervello.
Ogni stimolo che ci colpisce, infatti, funge da innesco per reazioni a catena che terminano con la produzione
di una piccola corrente elettrica, la quale arriva in parti specifiche del cervello a segnalare che qualcosa sta accadendo.
Stimolo, trasduzione del segnale e, poi, risposta adattativa dell`organismo sono rapidissimi, svolgendosi in meno di
un secondo, e di solito riguardano – o così almeno si credeva – la membrana della cellula e il suo
citoplasma, cioè il “corpo” cellulare che racchiude il nucleo.
Uno studio della Sissa di Trieste (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) effettuato in collaborazione con
l`Università di Pisa e l`Università di Cambridge (UK) ha rovesciato questa credenza condivisa dalla comunità scientifica, ponendo le basi per un cambiamento di paradigma scientifico.

Studiando la trasduzione dei segnali luminosi il team guidato da Vincent Torre, neurobiologo della Sissa, ha infatti scoperto che l`intero processo non interessa solo le parti più esterne della cellula fotorecettore ma coinvolge
anche il nucleo.

Leggi tutto l’articolo 
    
    tratto da “Il Piccolo” – a cura di CRISTINA SERRA

Quando si parla di competitività d’impresa..

.. si parla anche di competenze.

Distintive, ossia che caratterizzano l’organizzazione e che ne garantiscono il successo.
Standard, che è utile reperire all’esterno e dismettere all’interno.
Attualmente abilitanti, ossia che servono per il successo nel breve ma che poi bisogna riconvertire in distintive oppure trasferire all’esterno (a chi può riconvertirle in distintive).

Ci sono casi di aziende o enti cui non serve il trasferimento di tecnologie.
E in cui non è utile, per equilibrio fra benefici e costi, una formazione di competenze interne.
A loro serve il “trasferimento di competenze”.
Il modo più semplice per farlo è trasferire il “portatore sano di competenze” in azienda.

Ma spesso non è facile, spesso non si trovano competenze e professionisti di tali competenze, anche se in apparenza si tratta di competenze standard.
E qui entra in gioco il networking, la rete di relazioni di un ente, la capacità di attrarre e individuare il knowhow necessario.

Caso concreto (e vero).
Bologna e dintorni. Una realtà in espansione cerca sistemisti e sviluppatori capaci e disponibili. Nonostante sia interconnessa con realtà locali, non riesce a trovarli.
Spesso – fra l’altro – non è solo un problema di competenze distintive, ma di competenze trasversali: disponibilità, flessibilità, passione.

E’ un offerta di lavoro reale. Chiunque sia interessato, trova qui sotto qualche dettaglio in più e mi può contattare.
Pubblico questo caso qui, sia per aiutare l’azienda bolognese, sia per anticipare il lavoro interno sulle competenze che AREA ha avviato da qualche anno per “fare di più, con meno risorse“. E che presto vi presenterò.

L’azienda di Bologna sta cercando sistemisti e sviluppatori per:
1) progetto e sviluppo con tecnologie standard di sistemi software complessi, scalabili ed estensibili (possibilmente java su linux)
2) progetto e sviluppo di interfacce web avanzate, con particolare attenzione all’usabilita’ da parte di utenti non specialisti
3) sarebbe utile la conoscenza di php, perl, e del database PostgreSQL

Affari & Finanza – Repubblica.it “TBS Group, ricavi di 200 di euro entro due anni”

 (Teleborsa) – Roma, 18 gen -
In riferimento all’articolo pubblicato oggi su La Repubblica – Affari&Finanza, dal titolo “TBS Group si quota all’Aim ma l’obiettivo è lo Star”, TBS Group conferma quanto riportato al suo interno: raggiungere ricavi per circa 200 milioni di Euro nell’arco di un paio di anni.
Il raggiungimento di questo obiettivo è in linea con la crescita conseguita negli anni tenendo conto anche delle ultime acquisizioni perfezionate da TBS Group. TBS Group, quotata all’AIM Italia, offre servizi integrati in outsourcing di ingegneria clinica e di e-Health per rendere sicuro, efficace ed efficiente l’uso delle tecnologie in ambito ospedaliero e socio sanitario, per contenere e riqualificare la spesa e migliorare la qualità delle prestazioni erogate.

II Gruppo, con sede nell’AREA Science Park di Trieste e un fatturato 2008 di 125,4 milioni di Euro, è presente attraverso numerose consociate in 10 paesi europei – Austria, Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Olanda, Portogallo, Serbia e Spagna – avvalendosi di circa 1.600 addetti, di 24 centri di competenza specialistici e di oltre 300 laboratori on site collegati a più di 1.000 ospedali europei.

Troppo belle per il Nobel: “Conversando con.. Lisa Vaccari”

Lisa Vaccari

Sono molte, anche in AREA Science Park, le donne ricercatore.
A loro è dedicata questa “rubrica conversata”, interviste tra professionale e privato sotto l’ironico titolo di Troppo belle per il Nobel (la metà femminile della scienza), preso in prestito dal libro di Nicolas Witkowski, fisico, autore di numerose opere e articoli sulla storia della scienza, pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri.

Lisa Vaccari è veneta di origine.
Si è laureata in Chimica all’Università di Trieste, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca in Scienze Farmaceutiche, con una tesi sui nano tubi di carbonio.
Ha iniziato a lavorare in Sincrotrone Trieste nel campo della micro-nanofabbricazione, grazie a una borsa di studio erogata da AREA Science Park. Attualmente lavora nel gruppo della dott.ssa Maya Kiskinova, sulla linea di luce SISSI (Source for Imaging and Spectroscopic Studies in the Infrared).

Raccontaci a quali progetti stai lavorando.
Lavoro sulla linea di spettroscopia infrarossa e in particolare mi occupo di applicazioni biologiche e mediche della tecnica, in breve di Life Science. Come “beamline scientist”, quale io sono, uno dei miei compiti è di assistere gli utenti nazionali e internazionali che popolano i nostri laboratori e qui fanno i loro esperimenti. Ad affiancare questa attività, la mia ricerca personale, incentrata sullo studio della risposta immunitaria umana. In stretta e proficua collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, ci occupiamo di caratterizzare il meccanismo di azione di peptidi antimicrobici sia nei confronti di cellule procariote che eucariote, al fine di meglio comprendere alcuni aspetti dell’immunità e per sviluppare metodi per la progettazione razionale di antibiotici multifunzionali di nuova concezione o farmaci in grado di stimolare la risposta immunitaria. Il mio passato nella fabbricazione sta dando i suoi frutti nello sviluppo di un progetto di ricerca volto a realizzare dispositivi microfluidici da impiegarsi per la caratterizzazione delle variazioni biochimiche associate alle deformazioni morfologiche subite dai leucociti. Inoltre, non ho mai abbandonato lo studio sui nanotubi di carbonio, soggetto della mia tesi di dottorato. Lo studio della loro tossicità attraverso tecniche complementari alle convenzionali è quello che maggiormente mi affascina in questo settore.

E allora parliamo un po’ di questo nuovo “mondo” delle nanotecnologie, visto che è sempre più al centro del dibattito scientifico.
L’utilizzo dei nano-materiali promette progressi importanti, con molteplici vantaggi in numerose applicazioni destinate a consumatori, pazienti, ambiente. Il Parlamento europeo sostiene che bisogna aumentare i fondi per la ricerca sullo sviluppo sicuro dei nano-materiali e, in particolare, chiede che si affronti la natura dei rischi per l’ambiente e la salute, soprattutto sui luoghi di lavoro.

Come ricercatore condividi queste preoccupazioni?
Condivido pienamente la preoccupazione del Parlamento europeo e voglio specificare che quando si parla di nanotecnologie è necessario ricordare che non tutto ciò che è nano è nuovo, nel senso che il mondo ‘nano’ è parte della natura; tuttavia è stato possibile vederlo soltanto grazie allo sviluppo di tecnologie e strumenti adeguati, frutto di un intenso lavoro di ricerca. Oggi possiamo dire che siamo arrivati a un grado di maturità tale da poter ‘ingegnerizzare’ i nanomateriali. In particolare, la comunità scientifica ha mostrato un interesse via via crescente nei confronti delle applicazioni biomediche dei nanomateriali, ritenuti capaci di rispondere alla necessità della moderna medicina di disporre di terapie farmacologiche mirate e personalizzate. Purtroppo, questa esplosione di studi non sempre è stata affiancata da altrettanti studi sulla tossicità dei materiali prodotti, né da studi sulla definizione di norme e standard riconosciuti. Credo che la comunità scientifica abbia la responsabilità di occuparsi di questo problema, vista l’ampia diffusione di questi materiali, cercando di essere più accurata nelle proprie ricerche e nell’analisi dei dati e ponendosi come obiettivo la ricerca di protocolli standard scientificamente probanti e internazionalmente riconosciuti.

Fai parte di un gruppo di ricerca che sta raggiungendo risultati significativi in un settore molto innovativo. Quali sono per te gli ingredienti essenziali perché una squadra abbia ‘successo’ e cosa vuol dire per te avere successo?
Innanzitutto il rispetto reciproco sia professionale che umano. Poi, le competenze complementari e la determinazione nel difendere le proprie idee senza imporle agli altri. Un ingrediente molto importante presente nel nostro gruppo è la chiara divisione dei ruoli che ci consente di condividere l’obiettivo finale senza competere. In generale, credo che l’assunzione di responsabilità da parte di ognuno, a cominciare dai dottorandi, sia determinate per avere un clima collaborativo e fattivo. Inoltre perché una squadra funzioni e abbia successo credo sia essenziale anche la componente ‘amicale’ e di ‘affettività’ nel gruppo. Del resto, per noi che lavoriamo insieme di giorno, di notte, il sabato e la domenica, se non ci fosse questa componente ‘affettiva’ sarebbe molto difficile essere sereni!!! Il successo, per me, è fare il meglio che puoi nelle condizioni date; è arrivare al risultato che ti aspetti. Con il Premio Nobel per l’economia ad Elinor Ostrom, il 2009 segna un anno record per le quote rosa raggiunte dal prestigioso riconoscimento.

Infatti salgono a cinque le donne premiate nel 2009 ed è la prima volta che accade da quando il Premio venne istituito nel 1901. Cosa hai pensato quando hai sentito questa notizia?
Ho pensato: brave, ma chissà quanto hanno dovuto sacrificare per raggiungere questo risultato! E questa è una domanda che rivolgo spesso anche a me. Sono convinta che il mondo professionale abbia bisogno delle donne e del punto di vista femminile. L’analisi socio-politico-culturale dalla prospettiva rosa può contribuire a risolvere molti problemi ed evitare qualche ‘disastro’ grazie a una visione più completa degli eventi. Tuttavia penso che il prezzo che stiamo pagando per questo ruolo, in termini di rinuncia alla sfera affettivo/familiare, a volte sia veramente troppo alto. Giochiamo al gioco del ‘se fossi’.

Se tu fossi il Ministro Gelmini, quale sarebbe il tuo primo provvedimento per sostenere la ricerca italiana? E se tu invece fossi una fata con la bacchetta magica cosa faresti come prima cosa?
Per alcune cose sono d’accordo con il Ministro Gelmini. Credo nel rigore e in questo senso ritengo che stia facendo bene. Io renderei il sistema più snello e responsabilizzante: la sovrastruttura burocratica appesantisce il sistema Italia, mitigando le responsabilità decisionali dietro il paravento di regole obsolete. In breve, sarebbe auspicabile un sistema meno ipocrita. Inoltre investirei di più nelle risorse umane che sono la ricchezza più importante e farei più controlli sull’assegnazione dei fondi e sull’adeguatezza del loro utilizzo. Insomma, è il merito che dovrebbe fare la differenza! Se avessi la bacchetta magica darei più spazio ai giovani non tanto perché hanno idee più innovative ma sicuramente perché spinti da maggiori motivazioni per realizzarle. La carriera scientifica richiede molto impegno mentale e può lasciare in ombra aspetti più femminili e creativi di noi.

C’è un’attività di espressione creativa in cui sei o ti piacerebbe essere bravissima?
Sono brava a cucinare e mi piacerebbe molto saper ricamare, in particolare il punto croce che dà spazio al colore. Vorrei anche imparare a ballare. Ed è nel tango che vorrei essere bravissima perché ti permette di esprimere tutti i toni, gli umori e i ripensamenti della vita.

a cura di Laura Ramacci

Come la scienza può aiutare in CONCRETO a risparmiare energia – Il caso AREA

RIDURRE I CONSUMI E SPERIMENTARE

Un progetto verde per Area Science Park
Sei milioni e 800mila curo per farle indossare un abito ecologico

Sei milioni e 800mila euro per far indossare all’AREA Science Park un abito “verde”, come già tutti, nei campus di Padriciano e Basovizza, l`hanno ribattezzato.
Il maxi-investimento, coperto al 50% dal Ministero dell’Ambiente, in realtà non ha solo l`obiettivo di ridurre
i consumi del polo di ricerca, cresciuti negli ultimi anni parallelamente al suo incessante sviluppo
: vuole anche trasformarsi in un’occasione per sperimentare e valutare concretamente l`efficienza e le potenzialità di tecnologie, materiali e prassi che, poi, potrebbero anche essere esportate in altri contesti.
Non a caso Enerplan questo il nome del progetto – è articolato in otto distinte iniziative, che prevedono l`uso di
tecnologie finalizzate sia a migliorare i consumi, sia a ridurre gli sprechi energetici.

Si partirà dall`installazione di innovative “pompe di calore ad alta temperature“, realizzate dalla Stp, uno degli spin off insediati nell`AREA, che possono produrre acqua calda a temperatura superiore ai 75° senza la necessità di sottoporre gli impianti esistenti a una loro completa ricostruzione.
Poi c`è il cosiddetto “cappotto attivo“, un brevetto in fase di certificazione che favorisce la diffusione di caldo e
freddo dall`esterno all`interno di un fabbricato, che arriverebbe a permettere addirittura la completa eliminazione
dei tradizionali impianti di riscaldamento e raffrescamento.

Quindi, c`è il progetto per il “recupero energetico da cascame di aria esausta“, pensato per quelle strutture, come i laboratori di ricerca e gli ospedali, che necessitano di un ricambio d`aria forzato molto elevato. Il recupero
messo a punto dagli specialisti dell`AREA riesce a massimizzare la quota di energia utilizzata e favorire, in questo
modo, performance di altissimo livello.
Poi, c`è la sfida – perché di questo si tratta dell`ingegnerizzazione delle tecnologie geotermiche “ad alta entalpia“:
oggi queste tecnologie vengono utilizzate in siti pilota in Svezia, Francia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania ma
a Trieste puntano a gettare le basi per l`attivazione di un sito produttivo su larga scala, attraverso prospezioni geologiche sia nei campus di Basovizza e Padriciano, sia sull`intero territorio regionale.

Da evidenziare che l`entalpia è una funzione di stato di un sistema ed esprime la quantità di energia che esso può scambiare con l`ambiente. Con la geotermia ad alta entalpia si sfruttano le grandi quantità di calore che si
sviluppano in presenza di anomalie geologiche (ad esempio, prospettive di geotermia ad alta entalpia si riscontrano
nella Rift valley, nell`Africa orientale) e permette di far funzionare anche impianti energetici di grandi dimensioni.

Proseguendo nella lista delle iniziative “green”, c`è “Lidea“, acronimo di Laboratorio e impianto dimostrativo sull`energia alternativa: è un impianto di cogenerazione con motore a combustione interna da 150 kw elettrici alimentato a metano e integrato con diversi pannelli fotovoltaici di circa 19 kw di potenza.
Un mix che punta a valutare in corso d`esercizio il grado di complementarietà di due tecnologie diverse.
A questa sperimentazione si aggiunge l`impianto con “microturbine a gas” per lo sviluppo di siti dotati di centrali di
piccola potenza, dell`ordine dei 50 – 200kw elettrici. Due di queste microturbine saranno installate nella sede goriziana dell`AREA Science Park e verranno abbinate a un generatore elettrico in grado di produrre 100kw elettrici e 170 kw termici.
Infine, la viabilità interna del parco scientifico verrà dotata di “dispositivi di illuminazione a led” che, più avanti, sarà estesa anche nelle aree circostanti.
Quindi, sarà aperta una “stazione di monitoraggio integrata”, che elaborerà contestualmente dati meteo e ambientali, autonoma sotto il profilo dell`alimentazione e della comunicazione delle informazioni.

di NICOLA COMELLI – articolo tratto da “Il Piccolo”